Le nuove frontiere della depurazione del sangue: a Sassari un congresso interdisciplinare
Sabato l'evento dell'Aou nell'Aula Magna dell'Università per fare il punto sui trattamenti innovativi contro le malattie rare, gravi e autoimmuniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'Aferesi terapeutica serve a rimuovere selettivamente dal sangue sostanze patogene, anticorpi in eccesso o componenti cellulari malati (ad esempio in malattie autoimmuni o metaboliche) prima di reinfondere il sangue depurato. È una tecnica utilizzata da decenni, ma che continua a trovare nuove applicazioni nella medicina moderna, anche nel trattamento di patologie rare e di condizioni cliniche particolarmente gravi. Per fare il punto si terrà sabato alle 9 nell'Aula Magna dell'Università di Sassari il congresso “L’aferesi terapeutica nei nuovi approcci terapeutici interdisciplinari”, organizzato dall’Azienda ospedaliero universitaria sassarese.
Responsabile scientifico dell’evento è Milco Ciccarese, direttore della Struttura complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianti dell’Aou di Sassari mentre la segreteria scientifica è affidata a Giacomina Loriga, responsabile della Struttura semplice Nefrologia Trapianti e Aferesi dell’Aou di Sassari.
Argomento della giornata sarà il trattamento aferetico, che consente di separare dal sangue e rimuovere selettivamente determinate sostanze coinvolte nei processi patologici. Una procedura consolidata, le cui indicazioni terapeutiche si sono progressivamente ampliate grazie all’evoluzione delle conoscenze scientifiche, delle tecnologie e delle terapie farmacologiche. Il congresso nasce con l’obiettivo di superare una visione dell’aferesi come trattamento riservato a pochi ambiti specialistici o utilizzato soltanto come terapia di salvataggio nelle situazioni più critiche, mettendone invece in evidenza le possibilità di integrazione nei differenti percorsi di cura.
La SC di Nefrologia, Dialisi e Trapianti dell’Aou di Sassari garantisce la reperibilità per l’aferesi terapeutica 24 ore su 24 per il Centro-Nord Sardegna, assicurando la possibilità di effettuare il trattamento, quando clinicamente indicato, anche nelle situazioni di urgenza.
La struttura sassarese segue circa 250 pazienti già sottoposti a trapianto, attraverso un ambulatorio dedicato. Si tratta di persone trapiantate in Sardegna o in centri della Penisola che, una volta rientrate nel territorio, vengono prese in carico dall’équipe sassarese per i controlli e il monitoraggio nel tempo. L’attività riguarda pazienti sottoposti a differenti tipologie di trapianto, tra cui rene, pancreas, fegato, cuore e polmone.
