Restano in carcere i fratelli cagliaritani Gianmarco e Filippo Tunis e il quartese Daniele Campus, accusati dell’omicidio di Leonardo Mocci, il muratore di 23 anni ucciso a Monserrato il mese scorso. Il tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta presentata dagli avvocati Riccardo Floris (per i Tunis) e  Alberto Pani con Francesca Mannai per il tezo arrestato.

I legali avevano depositato un’istanza per la revoca della misura cautelare per l’assenza dei gravi indizi, ma anche la perdita di efficacia per omessa trasmissione degli atti d’indagine nei termini previsti dalla legge.

Il  ricorso era rimasto per giorni a “carte coperte” sino a ieri quando per quasi due ore l’avvocato Floris ha contestato da cima a fondo tutti i «gravi indizi» indicati nell’ordinanza di custodia cautelare con cui la giudice Claudia Sechi ha mandato in cella  i due giovanissimi fratelli cagliaritani.

Tra i punti considerati cruciali del ricorso c’era il fatto che alcuni dei giovani sentiti come testimoni dai carabinieri sarebbero dovuti essere invece indagati da subito, dunque le loro dichiarazioni sarebbero inutilizzabili.

Di parere opposto il pubblico ministero Enrico Lussu (titolare del fascicolo con la collega Diana Lecca), che aveva chiesto ai giudici di lasciare in carcere gli indagati perché sarebbero pericolosi. Non solo. Le due pistole usate nell’agguato non sarebbero ancora state trovate. Nel frattempo, martedì scorso, anche Campus (difeso dai legali Alberto Pani e Francesca Mannai) aveva fatto l’udienza di riesame. 

La decisione del Tribunale della Libertà è arrivata oggi per tutti. 

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