A Pula è corsa contro il tempo per salvare la torre dell’isola di San Macario: dopo le ultime ferite inflitte alla struttura dall’uragano Harry, l’antica fortificazione che domina sulle acque di Nora rischia infatti di scomparire.

Il Comune, attraverso una lettera inviata dal sindaco Walter Cabasino all’assessorato Enti locali, Finanze e Urbanistica, torna a chiedere con urgenza un intervento della Regione per evitare il rischio di un crollo che cancellerebbe una testimonianza storica di grande valore.

L’isola di San Macario è stata assegnata in comodato d’uso all’amministrazione comunale dalla Giunta regionale nel giugno del 2024, con l’obiettivo di avviare un percorso di tutela e valorizzazione del sito, anche in vista del possibile riconoscimento come Parco archeologico regionale, attualmente in fase istruttoria.

«Prima di qualsiasi progetto di fruizione, però, è necessario intervenire sulla messa in sicurezza del complesso – spiega il sindaco, Walter Cabasino -, le condizioni della torre risultano infatti compromesse: i terrazzamenti delle garitte e il lastrico sono ormai invasi dalla vegetazione, mentre si registrano frequenti distacchi e crolli di conci. A preoccupare è anche la progressiva perdita dell’intonaco originale, che espone le murature all’azione corrosiva della salsedine, soprattutto nei punti maggiormente esposti ai venti».

Un quadro già delicato, aggravato ulteriormente dagli ultimi eventi meteorologici. In particolare, dopo il passaggio del ciclone Harry: una recente ricognizione ha evidenziato un peggioramento delle condizioni statiche in diverse parti del monumento, con criticità evidenti nei paramenti della piazza d’armi, oggi considerati a concreto rischio di cedimento.

Per queste ragioni il Comune ha deciso di reiterare la richiesta di finanziamento già avanzata nell’agosto 2025, sottolineando come lo stato di degrado e l’instabilità strutturale possano compromettere definitivamente la conservazione della torre.

«L’intervento più urgente riguarda il consolidamento statico, per il quale è stata stimata una spesa di circa 900 mila euro – dice Cabasino - tenendo conto anche delle difficoltà legate al trasporto dei materiali e all’allestimento del cantiere in un contesto insulare. Per il futuro sarà necessario prevedere un restauro completo della torre e il consolidamento degli altri edifici presenti sull’isola, come il rudere della chiesa bizantina e la tonnara. Opere che richiederanno un impegno economico ben più ampio e che dovrebbero essere sostenute attraverso un finanziamento pluriennale da inserire nella Finanziaria regionale».

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