È stata fissata al 20 marzo l’udienza in Corte d’assise d’Appello a Cagliari per Igor Sollai, condannato in primo grado all’ergastolo con un anno di isolamento diurno per l’omicidio di Francesca Deidda.

Il presidente della Corte Giovanni Lavena, ha fissato l'udienza alle 9.30 convocando d'ufficio le parti, il fratello della vittima Andrea Deidda, patrocinato all'avvocato Gianfranco Piscitelli e gli zii, rappresentati dai legali Pamela Marianna Piras, Elisabetta Magrini e Roberto Pusceddu.

Gli avvocati difensori Carlo Demurtas e Laura Pirarba, che hanno impugnato la sentenza di primo grado, puntano ad alleggerire la pena per il loro assistito.

«Come ci aspettavamo, la Corte ha fissato con particolare celerità la data dell'udienza di discussione dell'appello – commentano i legali - Continueremo a confrontarci con il nostro assistito in carcere per approfondire gli aspetti affrontati nell'impugnazione, in modo da prepararci e integrare eventualmente le argomentazioni esposte. Come anticipato nelle precedenti fasi, abbiamo contestato la sussistenza di tutte le aggravanti contestate, e chiederemo che la pena venga ridotta di conseguenza».

Obiettivo della difesa è escludere la premeditazione e le aggravanti della crudeltà e della minorata difesa. E far riconoscere le attenuanti legate al comportamento processuale dell’imputato, che favorendo il deposito del fascicolo della Procura in apertura di dibattimento ha garantito la celerità del procedimento in primo grado.

Secondo quanto ricostruito dalla difesa Sollai non aveva pianificato il femminicidio avvenuto il 10 maggio 2024 a San Sperate. Il delitto, sostengono i legali, si sarebbe consumato al culmine di una lite nell’abitazione della coppia, dove l’uomo avrebbe colpito la 42enne alla testa con un oggetto appuntito provocandone la morte, per poi nascondere il corpo lungo la Vecchia Orientale, nei pressi del ponte romano che porta a San Vito.

Non gioca a favore dell’imputato la sua reticenza durante le indagini: Sollai ha provato a smentire ogni suo coinvolgimento nella morte della donna fino a quando, inchiodato dalle prove, ha confessato.

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