Dermatite dei bovini, i focolai salgono a tre: ora la malattia torna a fare paura
Un altro caso a Muravera, ulteriore contagio a Villaputzu. La Regione: «Tutto sotto controllo». Crea (FdI): «Fondi per gli allevatori e azioni di contenimento»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un altro a Muravera e uno, ulteriore, a Villaputzu. Salgono a tre i focolai di dermatite nodulare contagiosa dei bovini (Lumpy Skin Disease) in Sardegna: la conferma arriva dall'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo, centro di riferimento italiano.
Secondo il bollettino epidemiologico nazionale veterinario i capi malati passano da cinque (erano tutti vitelli, nati da madri vaccinate) a sette: quattro sono morti e le carcasse sono già state smaltite. I casi sono stati rilevati su tre allevamenti quindi, che comprendono complessivamente 178 bovini.
L’assessorato regionale alla Sanità, guidato da Alessandra Todde, alla scoperta del primo caso due mesi dopo lo sblocco delle movimentazioni (durato sei mesi) aveva assicurato: «La situazione è sotto controllo». Ma le rassicurazioni non bastano a placare le ansie e le paure di politica e allevatori. «Non possiamo permetterci di sottovalutare quanto sta accadendo: la ricomparsa della dermatite nodulare contagiosa dei bovini in Sardegna rappresenta un campanello d'allarme gravissimo per tutto il comparto agro-zootecnico isolano», ha detto il consigliere regionale di Fdi Emanuele Cera, che ha formalmente richiesto la convocazione urgente di una seduta congiunta delle commissioni Attività Produttive (della quale è vicepresidente) e Sanità per analizzare l'emergenza e fare il punto sulle azioni già intraprese o da avviare nell'immediato.
«Le notizie relative ai nuovi focolai, con capi già morti e il rischio concreto di diffusione del virus, non devono creare allarmismi ma non possono neppure lasciarci indifferenti. Siamo di fronte a una situazione che potrebbe rapidamente degenerare, con conseguenze economiche pesantissime per gli allevatori e per l'intera economia rurale sarda - sottolinea - Serve chiarezza su ciò che sta accadendo, sulle misure adottate e su quelle che ancora mancano, vista la ricomparsa della malattia virale. È indispensabile coinvolgere tutte le autorità competenti, dai servizi veterinari alle organizzazioni di categoria, per trasferire al ministero le nostre considerazioni». Secondo Cera «occorre individuare fondi straordinari adeguati a sostenere gli allevatori e a rafforzare le azioni di contenimento. Ogni ritardo rischia di trasformare un'emergenza sanitaria in una vera e propria crisi economica. La Regione deve farsi trovare pronta».
(Unioneonline)
