A Quartu l’addio commosso ad Andrea Lai, morto nel tragico incidente sulla 387
Chiesa gremita per l’ultimo saluto al 49enne uscito di strada con la sua moto venerdì notte alla rotatoria di Serdiana: «Era amato da tutti»Il rombo fortissimo delle moto accompagna l'ultimo viaggio di Andrea Lai, il 49enne morto venerdì notte in un incidente stradale con la sua moto Suzuki lungo la statale 387, all'altezza di Serdiana.
Una folla commossa si è ritrovata nella chiesa di Sacro Cuore, a Quartu, dove l'uomo viveva e dove faceva il gommista nell'officina in viale Marconi. C'erano i familiari, i parenti, i tanti amici motociclisti a fare come da scudo al feretro sia all'ingresso che all'uscita dalla chiesa.
Nei primi banchi la moglie Marianna, occhiali scuri e viso piegato dal dolore, stringe forte la mano della figlia Rosanna, mentre il parroco don Antonello Piras cerca di dare parole di consolazione: «Questa chiesa piena come non mai dimostra quando Andrea fosse amato da tutti. In questi momenti, credo che tutti quanti noi abbiamo bisogno di rifugiarci nella fede, l'unica capace di bucare l'oscurità della morte». Poi il riferimento a un sacerdote, don Oreste Benzi, che prima di morire scrisse una frase, «quando i miei occhi si chiuderanno a questa terra e il mio copro sarà disteso in una bara tanti intorno diranno "è morto". Ma è una bugia. I miei occhi si riapriranno e contempleranno l'amore infinito». Perchè la morte, ha aggiunto il parroco, «è solo un battito di ciglia prima dell'incontro con il Signore».
Alla fine della celebrazione la bara ricoperta da rosse rosse è accolta ancora dal rombo dei motori e dai fuochi d'artificio prima dell'ultima tappa verso il cimitero.
