Parco eolico “Orgosolo-Oliena”, le torri tornano a minacciare l’Einstein Telescope
Ripresentato il progetto che prevede undici pale alte duecento metri a ridosso del Corrasi: un ambiente unico per valore naturalistico, archeologico e culturalePale eoliche (foto di Gloria Calvi)
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Il pericolo pareva scongiurato, invece a Orgosolo è ripresa la guerra contro l’eolico. Sì, perché il progetto che prevede undici pale alte duecento metri a ridosso del Corrasi, un ambiente unico per valore naturalistico, archeologico e culturale è stato ripresentato dalla Scirocco Prime Srl. La realizzazione dell’impianto minaccia l'Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo per le onde gravitazionali, per via della vicinanza al territorio di Lula.
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A Orgosolo l’atmosfera si è a dir poco surriscaldata quando, ieri pomeriggio, è arrivata comunicazione al Comune della ripresentazione del progetto per il parco eolico denominato “Orgosolo-Oliena”. Uno scempio: la zona ha un valore immenso sotto il profilo paesaggistico ed è testimone di una storia millenaria, fatta di storia, relazioni e lavoro. Il sindaco Pasquale Mereu, padre della Pratobello 24, la proposta di legge di iniziativa popolare presentata dai comitati contro l’eolico e l’agrifotovoltaico a ottobre 2024 corredata da quasi 211mila firme, ha subito gridato allo scandalo.
Il sindaco
«Non è possibile che terre di valore immenso vengano distrutte in questo modo», è l’esordio di Mereu. Anche perché «il rischio di compromettere l’Einstein Telescope è molto alto»: «Il polo di ricerca internazionale è in fase di valutazione per essere ospitato nelle gallerie dell'ex miniera di Sos Enattos, a Lula. La scelta del sito è ricaduta su quest'area per il suo eccezionale silenzio sismico e per l'assenza di rumori prodotti dalle attività dell’uomo. La costruzione di aerogeneratori di tali dimensioni a Orgosolo rischia di compromettere irreparabilmente questa quiete. Le vibrazioni a bassa frequenza e il rumore generato dalle pale, infatti, interferirebbero con la sensibilità dell'interferometro, vanificando un investimento da oltre sei miliardi di euro e una candidatura fondamentale per la ricerca scientifica mondiale».
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