La conta dei contagi da West Nile in provincia di Oristano sale a dodici. L’ultimo riguarda una sessantasettenne del Barigadu, ricoverata all’ospedale San Francesco di Nuoro. Le sue condizioni, riferisce la Asl, sono in miglioramento. Dall’inizio dell’estate il virus ha colpito soprattutto persone anziane: tre ultrasettantenni, cinque ultrasessantenni, un ultraquarantenne, un ultraottantenne e un ultranovantenne. 

Sul fronte della prevenzione la Provincia rivendica il proprio impegno. «Il personale conosce a memoria i luoghi che possono rappresentare pericolo – spiega l’amministratore Battista Ghisu – e a cadenza di 20 giorni utilizza il trattamento antilarvale con il bacillo turigensis. Ma vicino alle abitazioni dei contagiati abbiamo riscontrato la presenza di larve: significa che le regole minime non sempre vengono rispettate».

Gli interventi non riguardano solo le case dei pazienti, ma anche scuole, ospedali, cimiteri, parchi e aree pubbliche. «Abbiamo piazzato trappole fisse per la cattura delle zanzare – aggiunge Ghisu – e in alcuni casi le analisi hanno confermato la positività al virus».

Da qui l’appello: «La vigilanza è fondamentale e tutti devono collaborare: enti pubblici, Comuni e privati. Non si può pensare a una lotta adulticida a tappeto, che danneggerebbe ambiente e salute. È la prevenzione che porta risultati».

Ghisu guarda avanti: «Occorre un piano straordinario che coinvolga Regione, Prefettura, Asl e università, insieme a nuove assunzioni di disinfestatori e all’impiego di tecnologie come i droni». La Provincia, intanto, annuncia un concorso per dieci disinfestatori e una nuova gara triennale da 843 mila euro per il servizio di disinfestazione.

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