Mentre i gremi si schierano compatti contro l’utilizzo di caschetti e giubbotti protettivi per salvaguardare la tradizione e l’identità secolare della Sartiglia, la Fondazione Oristano ha già fatto una scelta sul piano organizzativo. In attesa di capire se e come verrà applicato il decreto Abodi, l’ente ha infatti acquistato 120 dispositivi di protezione, per una spesa complessiva di circa 18 mila euro.

Carlo Cuccu, presidente della Fondazione Oristano

La contrarietà dei gremi resta netta e condivisa, ma fa soprattutto da cornice a una decisione che la Fondazione definisce prudenziale. «Da tempo ci siamo confrontati sulle nuove disposizioni. La possibilità di utilizzare le misure di protezione apriva anche altri problemi, tra cui i costi aggiuntivi per i cavalieri», spiega il presidente Carlo Cuccu. «Anche noi condividiamo l’idea che si debba tutelare la tradizione, ma abbiamo ritenuto opportuno premunirci ed essere pronti a ogni evenienza».

L’acquisto dei dispositivi non equivale a una decisione definitiva sul loro utilizzo in pista.  Caschetti e para schiena, inoltre, vengono considerati un investimento: «Potrebbero essere utilizzati anche in altre occasioni o noleggiati», chiarisce Cuccu, sottolineando come la scelta sia stata dettata dalla necessità di non farsi trovare impreparati di fronte a eventuali obblighi normativi.

Il confronto resta aperto ma il clima, quando il conto alla rovescia con l’appuntamento in via Duomo segna meno 29 giorni, è sempre più infuocato. 

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