Oristano, tra macerie e incuria il caso della fontana Corriga approda in Consiglio
L’interrogazione della minoranza: «Totale stato di abbandono»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un telo blu sdrucito che copre a fatica la struttura, intorno calcinacci ed erbacce: è l’immagine che oggi restituisce la fontana di Antonio Corriga nell’area dell’ex Mercato civico di via Mazzini. Un colpo d’occhio che racconta più di molte parole lo stato attuale dell’opera.
A portare il caso in Consiglio comunale è un’interrogazione della minoranza, che richiama il valore artistico del manufatto, «una delle massime espressioni (se non la massima) dell’arte della ceramica ad Oristano».
La fontana, progettata nel 1956, era stata realizzata con grande attenzione «in tutti i suoi dettagli, formali, decorativi e anche idraulici» .
Oggi però, si legge nel documento firmato da Francesco Federico insieme a Carla Della Volpe, Massimiliano Daga, Francesca Marchi, Speranza Perra, Umberto Marcoli, Maria Obinu e Giuseppe Obinu «l’opera risulta in totale stato di abbandono». Anche la protezione non regge più: «Il provvisorio telo protettivo è andato distrutto nella parte sommitale esponendo la Fontana a calcinacci, polveri e altri elementi deterioranti».
Una situazione che contrasta con il riconoscimento ministeriale del 2019. Da qui l’affondo dei consiglieri: «L’amara sensazione è che a non riconoscere la sua grande importanza artistica sia solo il Comune di Oristano».
Con l’interrogazione si chiede se l’amministrazione sia a conoscenza della mancata tutela, quali interventi intenda mettere in campo per il recupero e come garantire la protezione della fontana anche durante la futura riapertura del cantiere del Mercato civico.
