Quattro ambiti - cultura, ambiente, sanità e servizi sociali - e un metodo condiviso. Comune e Terzo settore provano a costruire una collaborazione stabile, con l’obiettivo di inserire in modo strutturato il contributo delle associazioni nell’azione amministrativa.

In questa direzione si inserisce la riunione della Consulta con una parte della Giunta Sanna. Al  tavolo, con il presidente Giampiero Vargiu, gli assessori Giulia Murgia (Servizi Sociali), Maria Bonaria Zedda (Ambiente) e Simone Prevete (Cultura e Turismo).

«Collaborando con gli enti del terzo settore, il Comune può anche ottimizzare le risorse, come già dimostrato nel turismo», ha detto Gianni Ledda (Pro Loco APS). Sulla stessa linea Marcello Grussu (Aniad Sardegna), che invita a non fermarsi ai bandi ma a una visione complessiva del tessuto sociale. Dal confronto arriva una richiesta netta sulla co-gestione. «Serve un modello operativo, con il Comune che coordina e valorizza le esperienze», ha sottolineato Luisanna Usai (Domus Oristano). E sul metodo interviene anche Giampaolo Lilliu, che chiede una maggiore condivisione preventiva dei programmi per consentire alle associazioni di pianificare.

Tra i nodi, il randagismo: «È un costo rilevante per le casse comunali – ha detto l’assessora all’Ambiente Maria Bonaria Zedda – e stiamo cercando supporto anche fuori dal territorio». Sul piano operativo, Vargiu indica due banchi di prova: Piano del verde e nuovo PLUS. Murgia ricorda progetti su disabilità e trasporti e la scadenza del bando 1.2 del PLUS, fissata al 14 aprile. Intanto si consolidano anche le buone pratiche, come il progetto di prevenzione oncologica di “Komunque Donne”, già accolto dall’assessorato ai Servizi sociali. Sullo sfondo, la definizione dei gruppi di lavoro collegati ad assessorati e commissioni, passaggio che rende operativi i tavoli tematici.

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