Oristano, «Non lasciateci soli»: l’appello dei volontari tra emergenze veterinarie e colonie feline
Tra problemi notturni e sterilizzazioni autofinanziate la gestione del randagismo continua a essere affidata in larga parte all’iniziativa dei privatiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Veterinari introvabili quando serve un intervento urgente e richieste per le colonie feline che restano ferme per mesi. È il doppio allarme lanciato dai volontari che si occupano di animali a Oristano e nel territorio di Cabras, dove tra emergenze notturne e sterilizzazioni autofinanziate la gestione del randagismo continua a essere affidata in larga parte all’iniziativa dei privati.
A Oristano il problema esplode soprattutto fuori dagli orari ordinari. «Dal sabato sera, in notturna e nei festivi la città è completamente scoperta», denuncia Simona Delogu. In città ci sono tre cliniche veterinarie, ma secondo la volontaria nessuna garantisce un servizio di reperibilità. Per chi si ritrova con un cane o un gatto in condizioni critiche, l’alternativa può essere quindi mettersi in macchina e raggiungere Cagliari.
A San Giovanni di Sinis, invece, il fronte è quello delle colonie feline. In tre mesi i volontari hanno sterilizzato 16 gatte utilizzando le donazioni dei cittadini. Poi hanno chiesto al Comune di Cabras il riconoscimento della colonia, così da poter proseguire il percorso con la Asl. «Da sei mesi non mi hanno mai risposto», racconta Delogu. La stessa sorte, aggiunge, sarebbe toccata a un altro volontario, nonostante due Pec.
Il timore è che il mancato intervento faccia rapidamente aumentare il numero dei gatti. «Immaginate cosa sarebbe ora il lungomare se 16 gatte avessero partorito tre o quattro cuccioli a testa», dice Delogu. Per i volontari sono due segnali di una gestione che ha bisogno di risposte, servizi e soprattutto continuità.
