Oristano, marciapiedi a ostacoli: «Fateci muovere in sicurezza»
Gianluca Contini, 45 anni: «Io in sedia a rotelle su uno scivolo danneggiato»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Buche, crepe, dislivelli. E poi cespugli che si mangiano il marciapiede, pali e ostacoli che obbligano a cambiare percorso. A Oristano anche il marciapiede può diventare una corsa a ostacoli, soprattutto per chi si muove in carrozzina. Una difficoltà quotidiana che per Gianluca Contini, 45 anni, si è trasformata nei giorni scorsi in un incidente.
La scorsa settimana, mentre percorreva via Manzoni sulla sua sedia a rotelle, ha affrontato uno scivolo danneggiato. «Scendendo da un marciapiede, in corrispondenza di uno scivolo danneggiato, ho subito un contraccolpo che mi ha provocato un problema alla cervicale», racconta. Sul momento non si è reso conto della gravità. Poi, a casa, sono arrivati dolore e capogiri. La radiografia del giorno successivo ha fortunatamente escluso fratture, ma il problema non è ancora del tutto superato. «Non ne sono ancora completamente uscito: ogni tanto avverto fastidio e non riesco a fare alcuni movimenti – racconta –. La cosa che forse più mi preoccupa è che la mia cervicale ha già subito tre fratture e, in passato, ho rischiato la paralisi totale del corpo. Per questo, quello che per altri può sembrare semplicemente una buca, per me può avere conseguenze ben più serie».
E via Manzoni non è un’eccezione. In via Diaz il marciapiede dove gli studenti aspettano gli autobus è disseminato di buche e avvallamenti, che arrivano persino sulle strisce pedonali. In via Michele Pira, davanti al poliambulatorio, la pavimentazione è consumata e sconnessa. In via Carnia l’asfalto deteriorato costringe a fare lo slalom.
E quando non sono le buche a fermare il passaggio, ci pensano gli ostacoli. In via De Gasperi due grandi cespugli sono arrivati fino al muro, occupando completamente il marciapiede e costringendo i pedoni a spostarsi sulla carreggiata.
Oristano è stata tra i primi Comuni sardi a dotarsi del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Ma tra il piano e la realtà dei marciapiedi c’è ancora parecchia strada da fare.
