A un mese esatto dall’edizione 2026, la Sartiglia perde una delle sue stelle. Sandro Lombardi è morto a 71 anni, lasciando un vuoto profondo in un momento in cui la giostra si prepara a rinnovare i suoi riti.

Cavaliere stimato, commerciante, sportivo, Lombardi è stato protagonista di una fase decisiva della Sartiglia, quella in cui la manifestazione ha consolidato il proprio prestigio oltre i confini cittadini. Il suo nome è legato al Gremio dei Contadini e a una lunga storia condivisa con Carlo Pala e Ignazio Nonnis: oltre vent’anni di corse insieme, ma soprattutto quel triennio rimasto impresso nella memoria collettiva, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, quando la stessa pariglia si alternò alla guida del corteo mascherato, assumendo a turno il ruolo di componidori.

Carlo Pala, oggi presidente del Comitato Sartiglia, fatica a trattenere l’emozione: «Se n’è andato l’amico di una vita. Abbiamo condiviso più di vent’anni di Sartiglia, ma quei tre anni alla testa del corteo sono indelebili: nel ’78 io, nel ’79 Sandro, nell’80 Ignazio. Sempre insieme, dentro e fuori dal percorso».

Parole che trovano eco nel ricordo di Ignazio Nonnis: «Di Sandro ho solo ricordi belli. Non abbiamo condiviso solo la giostra, ma viaggi, sport, tempo libero. Era un fratello, prima ancora che un compagno di pariglia».

Conclusa l’esperienza in sella all’inizio degli anni Novanta, Lombardi non ha mai davvero lasciato la giostra. Ha continuato a servirla come giudice di percorso, con discrezione e autorevolezza, fino a pochi anni fa. La sua morte è arrivata dopo un malore improvviso mentre lavorava nel suo terreno a San Quirico, seguito da giorni di ricovero in Rianimazione.

La sua scomparsa colpisce una famiglia storica di sartiglianti. I Lombardi sono da sempre un nome legato alla Sartiglia: il fratello Andrea è stato componidori nel 1990 per il Gremio dei Falegnami.

I funerali si terranno domani, alle 11.30, in Cattedrale

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