Le Vespe sono tornate nei garage, restano le immagini a raccontare il successo di una manifestazione che ha portato a Oristano circa 3.500 persone e 750 vespisti iscritti. «L’Isola che Vespa» ha richiamato appassionati da sette Paesi stranieri, dalla Penisola e da tutta la Sardegna, trasformando per tre giorni la città in un grande punto d’incontro per la comunità vespistica. 

A dare la misura della partecipazione sono i 48 Vespa Club arrivati dalla Penisola e i 15 sardi, insieme ai sette club internazionali. Tra questi anche l’equipaggio inglese arrivato da Brighton, il più lontano tra i partecipanti. Poi ci sono le storie che rendono più curiosi i numeri: Antonio Tangianu, classe 1947, è stato il vespista più anziano, mentre Francesco Pintori, nato nel 2013, il più giovane. Due generazioni lontanissime, accomunate dalla stessa passione.

Dal villaggio di Torangius, i partecipanti hanno potuto scegliere tra quattro itinerari alla scoperta dell’Isola, dal Sinis e dal Museo di Mont’e Prama alle Domus de Janas, dal Museo del Coltello di Arbus fino al Parco della Giara. 

A Oristano, invece, la festa ha alternato motori, storia e spettacolo: la mostra dedicata alla Vespa, la gimkana, le prove di regolarità, le maschere tradizionali, i Tamburini e Trombettieri della Sartiglia, la sfilata d’epoca e gli appuntamenti musicali, fino al concerto degli Istentales con Dolcenera. 

Tra gli aspetti più significativi anche l’inclusione, con i tour in sidecar dedicati alle persone con disabilità, realizzati grazie alla collaborazione con le associazioni di volontariato locali. 

E il colpo d’occhio finale è stato quello del Tour dei Mille, con il lungo serpentone di Vespe a percorrere le strade della città e dell’Oristanese. Alla manifestazione, inserita nel cartellone del Settembre Oristanese, hanno preso parte l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, un rappresentante della Giunta regionale, l’assessore allo Sport del Comune di Oristano Antonio Franceschi e il presidente del Vespa Club d’Italia Leonardo Pilati.

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