Tutti pazzi per la bottarga. A Cabras non si era mai vista così tanta gente, per tre giorni di fila, dalla mattina alla sera. Il festival, dedicato alla regina del paese, che si è svolto in tutte le piazze lo scorso fine settimana, è riuscito a catturare anche l'attenzione di chi non ama le uova di muggine. Perchè l'evento era anche per tutti quelli che volevano andare oltre il cibo. La bottarga è stata affidata a grandi chef stellati per raccontare la loro cucina, ai ricercatori per parlare di scienza e ambiente, agli artisti per presentare il loro cinema e la loro musica.

E i numeri sono da capogiro, servono soprattutto a misurare la risposta a questo progetto: circa 20mila presenze complessive, con una stima prudenziale di 5mila persone venerdì, 10mila nella giornata di sabato e altre 5mila domenica; degustazioni e appuntamenti gastronomici a pagamento completamente sold out, oltre 600 partecipazioni negli show cooking e più di 200 nei Laboratori del Gusto. I tre ristoranti presenti nell’area food di Piazza Don Sturzo hanno preparato e servito oltre 5.000 pasti, mentre i ristoranti della cittadina hanno registrato una fortissima affluenza e locali pieni durante il fine settimana. Nelle attività gastronomiche sono state utilizzate inoltre 270 bottiglie di vino Contini e circa 12 chilogrammi di bottarga.

Numeri ai quali si aggiunge una macchina organizzativa composta da decine di tecnici, operatori, professionisti della cucina e della sala, addetti alla sicurezza, personale sanitario, imprese e lavoratori impegnati negli allestimenti. Dati importanti, ma che acquistano senso soprattutto perché raccontano quante persone hanno scelto di entrare dentro il progetto del Festival e di attraversarlo durante tutte e tre le giornate.

«Questa quinta edizione del Festival ci consegna un risultato straordinario che va oltre i grandi numeri delle presenze e delle attività da tutto esaurito – dichiara il sindaco di Cabras, Andrea Abis –. Il Festival della Bottarga è diventato un evento enogastronomico nazionale, un appuntamento capace di raccontare Cabras e il Sinis attraverso le nostre produzioni, la nostra cultura e il nostro patrimonio, attirando visitatori anche in un periodo dell’anno tradizionalmente meno interessato dai grandi flussi turistici che abbiamo visto in questi giorni. La crescita della manifestazione – continua Abis – conferma la forza di un progetto che negli anni ha saputo costruire relazioni con professionisti e realtà di livello nazionale. Il risultato è frutto di un grande lavoro collettivo: dell’organizzazione, dei tanti professionisti coinvolti, dei tecnici, degli studenti, degli operatori e di tutta la comunità che ha contribuito a fare del Festival un evento vivo e riconoscibile. Il nostro obiettivo ora è continuare a crescere, senza perdere l’identità che rende questa manifestazione profondamente legata al territorio, un equilibrio che vogliamo custodire e rafforzare nelle prossime edizioni». 

La scelta di collocare il Festival a metà settembre nasceva anche dalla volontà di creare una nuova motivazione di viaggio verso Cabras e il Sinis, contribuendo ad allungare la stagione turistica oltre i mesi centrali dell’estate. Durante le tre giornate questa intenzione è diventata visibile nelle piazze, nei ristoranti, nelle attività e nella presenza di turisti che hanno affiancato alla partecipazione agli eventi la scoperta del paesaggio, dell’ambiente, del patrimonio archeologico e dell’enogastronomia del territorio. 

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