Prima scatta delle foto, poi raccoglie tutti i rifiuti abbandonati a pochi metri dal mare e, infine, pubblica sui social la brutta cartolina che i turisti si trovano davanti. Il suo obiettivo è chiaro: denunciare la maleducazione dei bagnanti e sensibilizzare le persone a comportarsi bene e a rispettare l'ambiente di tutti.

Alessio Camedda, operatore dell'ecocentro di Cabras, porta avanti questa missione da diverse settimane, nella speranza di non dover più raccogliere i rifiuti abbandonati in ogni angolo del litorale che va da Mari Ermi a Maimoni, passando per Is Arutas e la borgata marina di San Giovanni di Sinis. Nonostante la presenza delle isole ecologiche, in tantissimi continuano ad abbandonare di tutto e di più: negli ultimi giorni gli operatori hanno dovuto raccogliere buste con dentro i rifiuti prodotti durante la giornata in spiaggia, poi bottiglie di vetro, plastica, lattine e anche tantissimi sdraio da mare e ombrelloni rotti.

«Che sia chiaro: con le isole ecologiche riusciamo a differenziare tantissimi rifiuti, ma è anche vero che, senza i giusti controlli, in tanti continuano ad abbandonare di tutto - spiega Alessio Camedda - Ci vanno a nozze. Ecco perché sto pubblicando le foto dei rifiuti sui social, nella speranza di sensibilizzare quante più persone possibile. Spero naturalmente che questi post arrivino alle persone giuste».

Il sindaco di Cabras, Andrea Abis: «Grazie alle isole ecologiche, che tra l'altro possono usare anche i titolari delle abitazioni presenti non lontano dal litorale, stiamo riuscendo a differenziare molto bene, a evitare tanti abbandoni e a gestire la presenza dei cinghiali. Purtroppo gli incivili ci sono sempre. Ma è anche vero che in tanti raccolgono i rifiuti abbandonati da altri lungo il litorale per portarli poi all'isola ecologica, dove un operatore si preoccupa di smistarli. Per gestire i rifiuti ci vuole impegno, è vero. Per il bene di tutti, però. Posso dire che rispetto allo scorso anno il litorale è pulito». 

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