Era un anemometro: una torre alta oltre 90 metri di altezza che avrebbe dovuto misurare il vento e stabilire se quella zona nelle campagne di Villanovaforru fosse adatta per l’installazione di un impianto eolico. Piazzato nel 2023  da una multinazionale, da due anni e mezzo – da quando a maggio del 2024 è crollato per non meglio precisate ragioni – è ridotto a un ammasso di ferraglia abbandonato. «Vi piace come modello di transizione ecologica?»,. 

La domanda provocatoria è del sindaco Maurizio Onnis, che da anni si batte contro le speculazioni e, di contro, spinge per le comunità energetiche. 

Per questo, nel pubblicare l’immagine del rifiuto metallico, aggiunge: «Prevengo il solito tizio che a questo punto dice insofferente: «Basta protestare. Proponete qualcosa!». Rispondo. Studia, ignorante, e informati. Le proposte le abbiamo elaborate, complesse e consapevoli, presentate in incontri pubblici, portate al tavolo della politica istituzionale. E in mano non abbiamo niente. Questo è ciò che lo Stato ha concesso: niente».

Dopo anni di resilienza pacifica Onnis aggiunge: «Se volete sapere che cos’è la rabbia sorda, repressa, da sfogare, chiedete a noi. Il rancore cova anche qua. E ha radici profonde, talmente profonde da rendere impossibile cancellarlo».

(Unioneonline/E.Fr.)

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