Le Corti di giustizia tributaria di primo grado di Nuoro e Oristano saranno soppresse.

A lanciare l’allarme è il consigliere regionale di Uniti per Todde, Sebastian Cocco, secondo cui questo è l’effetto della riforma nazionale della geografia della giustizia tributaria, che prevede la chiusura di 22 sedi su 103 in tutta Italia e che, in Sardegna, riduce l’intero sistema regionale a sole due Corti: Sassari e il capoluogo regionale.

«Si tratta di una decisione grave - dichiara Sebastian Cocco, Consigliere regionale e Presidente del gruppo Uniti per Alessandra Todde - che rappresenta l’ennesimo arretramento dello Stato dalla Sardegna e un colpo diretto alle aree interne dell’Isola. Non una razionalizzazione, ma una scelta che concentra i servizi e svuota i territori».

Secondo Cocco, il criterio utilizzato per giustificare la chiusura è inadeguato e penalizzante: «La riforma si fonda quasi esclusivamente sul numero dei ricorsi trattati, un parametro astratto che può forse funzionare sulla terraferma ma che ignora deliberatamente le specificità di un territorio insulare: la vastità geografica, la difficoltà dei collegamenti, la frammentazione amministrativa e l’elevato numero di Comuni ed enti impositori».

Le conseguenze saranno immediate e concrete per cittadini e imprese: «Professionisti, contribuenti e dipendenti amministrativi saranno costretti a spostarsi verso le sedi rimaste operative, con costi aggiuntivi, tempi più lunghi e disagi organizzativi rilevanti. Intere aree del centro Sardegna perderanno un altro presidio pubblico. Significa meno accesso alla giustizia e più ostacoli per l’esercizio dei diritti».

La riforma, inoltre, si porrebbe in contrasto con la legge delega 111 del 2023: «La delega impone di valutare più criteri - estensione territoriale, popolazione, enti impositori, carichi di lavoro, indici di sopravvenienza - che nella pratica vengono ridotti a una soglia numerica secca. Non è semplificazione amministrativa, è una forzatura».

«In particolare - sottolinea Cocco - va mantenuta la sede della Corte di giustizia tributaria di Nuoro, unico capoluogo della Sardegna privo di collegamento ferroviario, una condizione che rende ancora più oneroso e complesso l’accesso alle altre sedi giudiziarie e che dipende da ritardi infrastrutturali imputabili allo Stato». «Questa non è efficienza - conclude Cocco - è centralizzazione. Non è razionalizzazione, è abbandono istituzionale. Ai parlamentari sardi chiedo di intervenire subito presso il Governo per correggere una riforma che penalizza la Sardegna e nega il principio di insularità. In Sardegna la distanza dallo Stato non si misura in chilometri, ma in servizi che chiudono. Se si toglie la giustizia dai territori, non si rende lo Stato più efficiente: lo si rende più lontano».

© Riproduzione riservata