«Sono stata ingannata da Emanuele Ragnedda, non ho più rapporti con lui dal 24 settembre. Non so più niente di lui». Trattiene a stento le lacrime Rosa Maria Elvo, mentre parla con a fianco il suo avvocato, Francesco Furnari.

La ristoratrice di San Pantaleo questa mattina ha parlato davanti ai giornalisti dell’incubo iniziato con il coinvolgimento nell’inchiesta sull’omicidio di Cinzia Pinna. Il difensore, Francesco Furnari, ha ringraziato i Carabinieri e la e la Procura della Repubblica di Tempio per la accuratezza nelle indagini che, stando agli ultimissimi sviluppi, vedono la donna fuori dall’inchiesta.

Rosa Maria Elvo ha descritto gli ultimi otto mesi della sua vita come un calvario. La donna sta valutando azioni legali contro le persone che hanno usato parole offensive sui social accusandola anche del delitto di Conca Entosa.

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«Il momento più duro quello iniziale, quando ho dovuto affrontare le prime pagine dei giornali, le foto, i giornalisti che mi inseguivano», il racconto di Elvo. «La paura per mia figlia che doveva andare a scuola e in palestra, il pensiero che potesse essere additata. Ho avuto paura di uscire da casa. I primi mesi sono stati molto difficili, poi devo ringraziare la famiglia, gli amici, San Pantaleo che con me è stata solidale. E pian piano sono tornata ad uscire».

L’avvocato Francesco Furnari ha rivolto anche un pensiero a Cinzia Pinna, la vittima del delitto.

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