Carcere a vita: è questa è la richiesta del pubblico ministero Alessandro Bosco per Fabio Malu, l’operaio di Luras accusato di avere ucciso il rivale Davide Unida.

I fatti risalgono a luglio del 2023 e sono venuti a Luras, dove Davide Unida venne ammazzato con diversi diversi colpi alla testa, sferrati con il manico di un aspirapolvere.

Per il pubblico ministero non può essere presa in considerazione nessuna ipotesi di legittima difesa, in quanto Malu (stando alla ricostruzione di Bosco) uscì di casa già impugnando il tubo metallico. Secondo il rappresentante dell’accusa è vera la circostanza sulla quale ha sempre insistito la difesa, ossia che Unida impugnava un’accetta, ma Malu avrebbe potuto evitare di entrare in contatto con un con la vittima. L’operaio accusato di omicidio ha sempre detto di essere andato in strada per «cercare di parlare» con Unida. La palla ora è passata al legale di parte civile, l’avvocato Sergio Milia. Il processo è in corso.

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