Tensione tra difensori e pm in un momento decisivo per le indagini sulla tragica fine di Cinzia Pinna (uccisa il 12 settembre 2025). I legali di Emanuele Ragnedda, in carcere a Bancali con l’accusa di omicidio volontario, hanno chiesto alla Procura di Tempio un nuovo sopralluogo congiunto nella stanza dove la vittima è stata colpita mortalmente.

Si parla della casa di Conca Entosa (a Palau), la tenuta dell’imprenditore che ha confessato di avere ucciso la donna originaria di Castelsardo. 

Gli avvocati Luca Montella e Gabriele Satta ritengono necessario e urgente un intervento nell’edificio sotto sequestro, con l’assistenza del loro consulente, il medico legale e docente dell’Università di Cagliari, Ernesto D'Aloja. La risposta dei magistrati di Tempio è stata no. Per gli avvocati di Ragnedda la decisione della Procura non consentirebbe un atto fondamentale e indispensabile. 

Le difese si sono rivolte alla gip di Tempio Marcella Pinna, udienza fissata il 26 maggio, perché ordini l’attività tecnica che, a quanto pare, riguarderebbe anche la presunta aggressione della vittima (armata di coltello) contro Ragnedda, pochi istanti prima dell’omicidio.

I difensori dell’imprenditore sarebbero fortemente contrariati per un sopralluogo dei Carabinieri a Conca Entosa, effettuato senza che i legali venissero informati. L’avvocato Montella, contattato in serata, non ha voluto commentare ma non ha smentito gli ultimi sviluppi del caso.

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