Il decreto energia ha superato anche lo scoglio della Camera. Ora può considerarsi legge a tutti gli effetti, in attesa della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale: 156 sì, 115 no è l’esito della votazione finale. I comitati non l’hanno nascosto: «I parlamentari sardi che hanno approvato il decreto», hanno ribadito anche ieri dopo la votazione, «hanno tradito l’Isola».

La giornata

Gli attivisti ci sono andati giù anche più pesante, tant’è che da Montecitorio c’è chi ha preannunciato querele imminenti. Va detto: la maggioranza di centrodestra, oltre a FdI, Lega e Forza Italia, hanno votato il provvedimento. Tra i parlamentari sardi il sì è arrivato da tutta la delegazione di Fratelli d’Italia (cioè Francesco Mura e Gianni Lampis, mentre era assente, per via della partecipazione a un convegno a Cagliari sui trasporti navali Salvatore Deidda), dai deputati di Forza Italia Ugo Cappellacci e Pietro Pittalis, mentre Dario Giagoni della Lega aveva già programmato una visita medica.

Hanno votato no invece il segretario regionale del Pd Silvio Lai e la deputata Progressista Francesca Ghirra. Ma pare che alla votazione sulla fiducia, mercoledì pomeriggio, ci fossero tutti. Infatti sul decreto 175 l’esecutivo si era messo in gioco, anche per dissipare le indiscrezioni, filtrate dal Transatlantico, su alcune discrepanze di vedute tra la premier Giorgia Meloni e il ministro Gilberto Pichetto Fratin soprattutto sulle misure per calmierare le bollette.

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