Attese infinite, chiusure improvvise, pazienti parcheggiati: pronto soccorso girone infernale
Non bastano le nuove regole per i dg: «Tempi ridotti per l’emergenza-urgenza»(foto Ansa)
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Nei Pronto soccorso i pazienti dovranno essere presi in carico entro 240 minuti dal triage per i codici bianchi; entro 120 minuti per i codici verdi e 60 minuti per gli azzurri. Così chiede la delibera di Giunta approvata mercoledì scorso, e non bisogna essere neppure un operatore dell’emergenza-urgenza per capire che l’obiettivo è del tutto utopistico: oggi i tempi d’attesa vanno dalle cinque ore in su, si arriva anche a undici, dodici ore, ma capita anche di aspettare un giorno intero.
Le richieste
Un’altra richiesta all’Arnas Brotzu e alle Aou di Cagliari e Sassari è di fare il ricovero nel reparto di degenza entro quattro ore, per accorciare il “boarding” nei Pronto soccorso (la permanenza nelle barelle in corridoio). Dopo i diktat del 6 maggio per combattere le liste d’attesa, ecco un altro giro di vite, all’indomani delle denunce fatte dai sindacati per un sistema sull’orlo del collasso, appesantito dalla presenza di centinaia di migliaia di turisti, dal caldo estremo, e dalle ferie del personale.
«Ridurre il sovraffollamento nei Pronto soccorso e garantire tempi di ricovero più rapidi sono obiettivi che condividiamo. Ma gli obiettivi non creano posti letto. Se al Brotzu abbiamo reparti saturi e pazienti nei corridoi, non si può pensare di risolvere il problema semplicemente chiedendo all’ospedale di fare ancora di più», dice Emanuele Cabras, segretario aziendale Cimo-Fesmed dell’Arnas Brotzu.
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