Venezia, il labirinto di Borges restaura la sua magia

10 luglio 2026 alle 10:02
Venezia, 10 lug. (askanews) - Il labirinto dedicato a Jorge Luis Borges alla Fondazione Giorgio Cini sull'isola di San Giorgio a Venezia è stato restaurato e da metà luglio torna a essere visitabile. Luogo carico di fascino e di molteplici suggestioni, rievoca la poderosa lezione dello scrittore argentino, ma anche l'identità profonda del luogo che lo ospita. E l'intervento di recupero ha riguardato molte delle piante di bosso di cui il labirinto è fatto, oltre che le strutture che le contengono."Essere riusciti anche a trattarlo come un grande mosaico - ha detto ad askanews Renata Codello, segretaria generale della Fondazione Giorgio Cini - dove è stato necessario inserire delle tessere nuove, ma correlate, sempre per restituire la pienezza dei valori che rappresenta: letteratura, musica, architettura, ambiente, paesaggio, è stato davvero un aspetto importante". Il labirinto, realizzato nel 2011, è stato restaurato nel 2026 grazie al sostegno di PwC Italia, nell'ambito del progetto "PwC per la Cultura", che da anni promuove occasioni di condivisione del patrimonio artistico italiano."Tutte le volte che ci affacciamo a un'iniziativa di questo tipo - ha aggiunto Giovanni Andrea Toselli, presidente e amministratore delegato di PwC Italia - impariamo qualche cosa ed è solo la curiosità che riempie la vita. Ogni esperienza che facciamo con queste iniziative ci arricchisce un po' anche come persone. Questo fa un po' parte di un'organizzazione che, avendo certe dimensioni, avendo una composizione di professionisti molto giovani, la nostra media è 30-32 anni, fare questo tipo di cose è assolutamente allineato con l'idea di vivere nel contesto, di non essere semplicemente un'organizzazione che sa fare quello che sa fare e si ferma lì".Manufatto a suo modo unico il labirinto, oltre che il nome dello scrittore, riesce anche a evocare la singolarità assoluta dell'opera di Borges, sempre nascosta, camuffata, riferita ad altri libri, falsamente apocrifa nella sua straordinaria forza e originalità di pura letteratura. E poi è luogo di natura, steso tra i chiostri con i cipressi di San Giorgio e il Teatro Verde, in una trasposizione plastica di una visione ecologica concreta, reale. "Ogni giorno questo richiamo su come dovrebbe essere una modalità integrata di convivenza, di equilibrio, di dialogo tra il naturale e l'artificiale - ha aggiunto la Renata Modello - deve poter essere davvero riaffermata. E allo stesso tempo abbiamo l'obiettivo di condividerla, di disseminarla".Il restauro ha previsto anche due importanti interventi per ampliare l'accessibilità al labirinto. Il primo riguarda il vialetto d'ingresso, il secondo la realizzazione di una mappa tattile del labirinto, creata in partnership con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.