Il luogo scelto per svelare l’iniziativa non è casuale. Trasmette identità, senso di appartenenza. Meraviglia condivisa. Sì, i vigneti secolari che cullano la chiesetta di Lorett’Attesu sono il bene più prezioso, per chi a Mamoiada ha deciso di dedicare una vita intera alla campagna e a quel Cannonau in purezza che riscuote ovunque consensi. All’orizzonte, però, si scorgono «gli invasori da fermare, prima che sia troppo tardi», ripetono in coro gli oltre cinquanta viticoltori che hanno firmato un documento che parte dal cuore della Barbagia ma abbraccia un’intera Isola. «No alla speculazione energetica in Sardegna: la terra non è una merce».

Speculazione

Dai fertili vigneti s’irradia un messaggio vigoroso. I viticoltori alzano il tiro, la rivolta è servita: «Tantissimi produttori di Mamoiada hanno sottoscritto un documento: di fatto, è una presa di coscienza forte e netta nei confronti di chi sfrutta la nostra terra per riempirsi le tasche di denaro e dividendi», tuona Giampaolo Paddeu, mentre indossa con piacere i panni del “capopopolo”. «Per questo invitiamo tutte le aziende vitivinicole della Barbagia e della Sardegna a unirsi a noi in questa battaglia che dev’essere di tutti».

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