Guarda nel vuoto Fabio Malu, poi cerca con gli occhi il difensore. Non ha capito bene che cosa ha appena detto il presidente della Corte d’Assise di Sassari, Massimo Zanoboni, il linguaggio tecnico del dispositivo non rende assolutamente la portata, pratica, della sentenza che ha chiuso il processo sulla morte di Davide Unida. Malu, per la Corte, non voleva uccidere Unida, non è stata raggiunta la prova dell’omicidio volontario e la pena inflitta è 15 anni di carcere. Il reato, riqualificato dai giudici, è diventato omicidio preterintenzionale. Malu ha colpito con violenza la vittima alla testa, usando il manico di un aspirapolvere, ma (secondo i giudici di primo grado) non lo ha fatto con l’intenzione di togliere la vita al rivale.
Tesi respinta
Non solo, la Corte ha escluso l’aggravante dei futili motivi e anzi ha stabilito che l’operaio lurese è stato provocato dalla vittima. Il tutto significa che la tesi della Procura di Tempio non è stata accolta, il pubblico ministero Alessandro Bosco aveva chiesto l’ergastolo. Per il rappresentante dell’accusa i fatti avvenuti a Luras l’otto luglio del 2023 sono il risultato di una condotta del tutto consapevole. Hanno prevalso, però, le argomentazioni del difensore di Malu, il penalista Giampaolo Murrighile. Il legale dell’operaio lurese di 34 anni ha vinto su tutta la linea, la sua ricostruzione dei fatti è stata considerata attendibile e provata dall’istruttoria dibattimentale: Malu, dopo l’ennesimo litigio con Unida, vorrebbe spiegarsi, esce dalla sua abitazione con un tubo di ferro in mano e affronta il rivale che impugna una accetta, la discussione degenera subito e l’operaio colpisce la vittima alla testa. Un omicidio non cercato e non voluto, pena inflitta 15 anni di carcere (tre dei quali già scontati).
«Non c’è da festeggiare»
Il difensore dell’operaio, Giampaolo Murrighile, commenta a caldo: «Non c’è alcun entusiasmo da manifestare. Io riporto le parole di Fabio Malu, che ha chiesto scusa alla famiglia di Davide Unida per quello che è successo. L’unico dato rilevante, in attesa delle motivazioni della sentenza, è che i giudici hanno escluso la volontà di uccidere di Fabio Malu». L’avvocato di parte civile, Sergio Milia, dice: «Per quanto ci riguarda la Corte d’Assise ha accolto tutte le nostre richieste sul piano delle statuizioni civili. Ora attendiamo le motivazioni». La famiglia di Davide Unida non ha gradito l’esito del processo, il ricorso della Procura di Tempio contro la sentenza è altamente probabile. La Corte ha stabilito in 50mila la provvisionale per ciascuna delle parti civili, per Malu è stata disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
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