Letteratura.

Premio Strega, nella sestina c’è anche Bianca Pitzorno 

La scrittrice sassarese è tra i finalisti con “La sonnambula” 

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Teresa Ciabatti è seduta accanto a Michele Mari alla conferenza stampa in Campidoglio, alla vigilia della finale, che si svolgerà oggi, del Premio Strega 2026 dove è presente la sestina al completo con Matteo Nucci, Alcide Pierantozzi e la “ripescata” Elena Rui.

C’è anche la sassarese Bianca Pitzorno, 83 anni, che per motivi di salute non aveva potuto partecipare alla prima votazione a Benevento – «l’età non è uno scherzo, continuo a fratturarmi a causa dell’osteoporosi», aveva spiegato – che stasera sarà presente in Piazza del Campidoglio dove per la prima volta si svolgerà la premiazione, nell'edizione speciale degli ottant'anni del più importante riconoscimento letterario italiano.

Il diverbio

Le polemiche, nate da un diverbio tra Mari e Ciabatti sul pulmino verso Bisceglie per le offese che lo scrittore avrebbe pronunciato nei confronti di Michela Murgia, morta nel 2023, sembrano superate, lontane, e gli strascichi vengono ignorati. «Posso confermare che sono molto dispiaciuto per tutto quello che è successo e però anche dire che tra di noi ci siamo ampiamente chiariti, in particolare con Teresa e quindi non c'è altro da aggiungere», dice Mari. Dopo un lungo tour che li ha portati anche a Città del Messico, dove sono volati Mari, Nucci e Rui, gli autori all'incontro di ieri, alla presenza del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, parlano delle cose che restano di questa edizione.

La letteratura

«Rimangono i libri. La letteratura è più forte e riesce a produrre un altro racconto» dice Ciabatti, in corsa con “Donnaregina” (Mondadori). Anche Mari, con “I convitati di pietra” (Einaudi) e resta il favorito alla vittoria, dice «rimangono i libri, i racconti dei libri, i commenti fatti dagli altri libro per libro. Una contaminazione di piani narrativi. Il prossimo passo, che non ci sarà, dovrebbe essere la scrittura di un sovralibro da parte di ciascuno di noi».

Nucci, che potrebbe essere protagonista di una grande rimonta con "Platone. Una storia d'amore” (Feltrinelli), parla dell'ascolto degli altri, mentre Pierantozzi in gara con “Lo sbilico” (Einaudi) ammette che gli ha fatto «molto bene, a me e al libro. Mi ha distratto dalla mia malattia».

In corsa

«Non avevo mai fatto una esperienza del genere e sono contenta» sottolinea Pitzorno, in finale con “La sonnambula" (Giunti), che ha letto e apprezzato i libri di tutti e potrebbe essere protagonista di una sorpresa finale. La sua è la storia di una donna di fine Ottocento che fin dall'infanzia ha svenimenti in cui vede il futuro, «un libro che mi ha spiazzata perché da quando è uscito, il 5 gennaio 2026, la settimana dopo era già primo in classifica dove è stato per diverse settimane», ha raccontato all’Ansa. «Come è nata l'idea? Mia nonna ci ha lasciato un tesoro, una grande valigia piena di ritagli di giornali, di vecchie fotografie, una memoria di carta per cui io potrei pescare ancora sei libri. Tra questi ritagli ho visto la pubblicità della sonnambula che diceva di dare consulti su tutti gli argomenti per cinque lire, una bella cifra all'epoca. Da lì ho cominciato a ricostruire».

Emozionata di «vedere le piazze piene» Elena Rui con il suo “Vedove di Camus” (L'Orma). La serata, in diretta su Rai3 dalle 23, condotta per la quinta volta da Pino Strabioli, con Gloria Campaner, sarà diffusa in altri luoghi di Roma, sulla scia del successo de La Tempesta silenziosa di Baricco.

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