La relazione della Guardia di Finanza sull'ipotesi di privatizzazione dell'aeroporto di Elmas potrebbe essere consegnata già entro settembre alla Procura regionale della Corte dei Conti che, nelle scorse settimane, ha delegato accertamenti sul progetto di fusione degli scali sardi, ordinando l'acquisizione dei documenti in Regione. Pressoché nello stesso periodo, inoltre, i Carabinieri potrebbero consegnare alla Procura della Repubblica l'informativa in merito alla loro inchiesta top-secret, aperta autonomamente e di propria iniziativa, su presunti interessi milionari che ruoterebbero attorno al terminal "Mario Mameli".
Con la fine dell'estate e le prime settimane d'autunno, dunque, si potrebbe sapere di più sulle due inchieste su cui lavorano – con grandissima riservatezza – da una parte il Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria delle Fiamme Gialle di Cagliari, dall'altra il Reparto operativo del Comando provinciale. Solo se dovessero emergere ipotesi di reati o profili di interesse penale il Procuratore capo, Rodolfo Sabelli, formalizzerà l'apertura di un fascicolo da assegnare a uno dei suoi sostituti.
Dall'altra parte, invece, gli investigatori della Finanza stanno già verificando la regolarità della procedura che punterebbe alla creazione di una holding per gestire i tre scali sardi guidata dal fondo F21 Ligantia (già presente negli aeroporti di Olbia e Alghero). Il vero punto interrogativo ruota attorno al dubbio se si possa procedere senza una vera e propria gara pubblica europea per lo scalo di Elmas, oggi al 94,45% della Camera di Commercio di Cagliari. (fr.pi.)
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