Sant’Elia, parcheggio “Cuore”, giovedì mattina, ore 11. L’area è deserta, non c’è anima viva a parte cornacchie e gabbiani in eterna lotta. Il sole picchia duro, la vista mare è mozzafiato. Tuttavia basta volgere lo sguardo verso il rudere del vecchio stadio Sant’Elia per “godere” di tutt’altro spettacolo. Indecoroso.
I rifiuti sono tantissimi, sparsi ovunque e di ogni tipo. Si va da materiali ingombranti come elettrodomestici, mobili, lettini da spiaggia, passeggini e vecchie valigie, a cumuli di indumenti usati, calcinacci e scarti di cantiere. Tra laterizi sbriciolati e barattoli esausti di vernice spicca un nauseabondo tappeto di valve di mitili, cozze in primis, cialde di caffè e gusci d’uovo. Non mancano bottiglie, lattine, cartacce e, purtroppo, anche siringhe.
In Consiglio
Da un’osservazione attenta appare evidente come una parte dei rifiuti si trovi lì da tanto tempo, inglobata nel canneto o sedimentata all’ombra dei cavalcavia, tuttavia la sensazione è che il grosso degli scarti provenga dal mercatino degli hobbisti che settimanalmente attira migliaia di visitatori.
Una tesi, questa, sposata dal consigliere comunale Ferdinando Secchi (Anima di Sardegna) che ha presentato un’interrogazione. «Ogni domenica, a fine mattina», denuncia, «l’area del mercatino – realtà che peraltro riveste grande valenza sociale – finisce sistematicamente per versare in stato di abbandono a causa delle azioni illecite di una minoranza e di soggetti esterni. Nonostante la maggioranza degli espositori operi correttamente, provvedendo a ripulire la piazzola, si assiste al moltiplicarsi di discariche costituite da materiali invenduti e altri scarti. La gravità della situazione è confermata dalle testimonianze degli stessi hobbisti: riferiscono che soggetti terzi scaricano furgoni e carrelli carichi di materiali estranei al mercato, saturando il compattatore comunale già dalla tarda mattinata e causando il conseguente abbandono indiscriminato di rifiuti».
La replica
«In relazione alle giornate in cui si tiene il mercatino», afferma l’assessora all’Ecologia urbana, Luisa Giua Marassi, «esiste un servizio specifico di ritiro e smaltimento dei rifiuti prodotti. Nonostante la presenza di una telecamera, abbiamo ricevuto segnalazioni di comportamenti illeciti, anche aggressivi, nei confronti dei nostri operatori e per questo abbiamo chiesto alla Polizia locale un presidio fisso».
Criticità non ancora risolte anche sul fronte della raccolta degli indumenti usati, con gli appositi contenitori bianchi, sparsi sul territorio cittadino, spesso strapieni, con buste abbandonate per terra e marciapiedi ostruiti.
«Come è ormai noto», si rammarica l’assessora, «qualsiasi punto di raccolta non presidiato può diventare oggetto di abbandoni. Abbiamo pertanto già provveduto alla rimodulazione di una decina di postazioni con accorpamento e rimozione di contenitori e ricollocamento nei parchi, negli ecocentri e sedi del Servizio e provvederemo a riposizionarli nei cortili di edifici pubblici e supermercati. Abbiamo anche aumentato la frequenza degli svuotamenti. Stiamo cercando di fornire un servizio utile: chiediamo ai cittadini di conferire solo se c'è spazio e ovviamente di non lasciare mai niente per terra».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
