Allarme incendi

Case e base militare lambite dal fuoco 

Giornata infernale: fiamme a Decimomannu, San Sperate e Decimoputzu 

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Ettari di vegetazione devastati, la base militare di Decimomannu coinvolta, diverse abitazioni alla periferia di San Sperate messe in pericolo, un bosco incenerito a Decimoputzu, residenti spaventati, un Canadair in azione assieme a tre elicotteri e a decine tra vigili del fuoco, Protezione civile, Corpo forestale, volontari, mezzi dell’Aeronautica. Neanche 24 ore dopo il disastro provocato dai roghi in mezza Sardegna, l’Isola ha vissuto un’altra giornata infernale. Stavolta le fiamme sono divampate di primo mattino e hanno imperversato fino a sera.

Il primo fronte

Decimomannu in particolare ha vissuto ore da incubo. L’incendio, divampato in località Su Strintu, ha divorato vegetazione e terreni minacciando aziende agricole e raccolti. Poi, alimentato dal vento, si è diretto verso San Sperate e Villasor costringendo alla mobilitazione pompieri, Forestale, Protezione civile, Polizia locale, carabinieri e anche l’Aeronautica con i propri elicotteri protagonisti di quattro missioni anche nei centri abitati vicini. Fondamentale il supporto di un Canadair. A terra si sono uniti nella lotta disperata i cittadini con mezzi di fortuna. Colpita persino la pista dell’aeroporto militare.

Dura la sindaca Monica Cadeddu: «Il rogo, che ha minacciato abitazioni, aziende e attività produttive, ci impone una riflessione seria sulla gestione delle emergenze estive. Ci scontriamo regolarmente con una carenza di personale, squadre operative e presìdi sul territorio che rischia di compromettere la capacità di intervento proprio nei momenti più delicati. La Regione deve affrontare questa situazione con decisione, mettendo in campo un piano strutturale e incisivo che rafforzi il sistema antincendio, aumenti il numero degli operatori e garantisca una presenza più capillare sul territorio». Poi il ringraziamento alle forze in campo, «il cui impegno e sacrificio non possono però essere l’unica risposta a un problema che richiede scelte politiche e organizzative coraggiose e immediate».

Il secondo impegno

Negli stessi momenti un secondo fronte di fuoco avanzava da San Sperate verso Villasor e la stessa base militare di Decimomannu, poco distante. Complici il vento e l’erba secca l’incendio ha divorato velocemente centinaia di metri di terreno nelle località Sant’Elena e Su Pirastu circondando le abitazioni e lambendo il depuratore dell’acqua e la cabina elettrica. Vigili del fuoco e quattro squadre di volontari hanno operato a terra coordinati dalla Stazione forestale di Dolianova, ma non è stato sufficiente. Così sono dovuti intervenire tre elicotteri, tra cui il SuperPuma partito dalla base di Fenosu a Oristano, e lo stesso Canadair. Nel pomeriggio sono entrate in azione le squadre antincendio dell’Aeronautica militare.

La situazione, drammatica, ha generato momenti di tensione tra i cittadini, disperati: due anni fa le stesse località e le stesse famiglie erano state colpite da un grosso rogo che aveva mandato in fumo ettari di agro e la fatica di agricoltori e allevatori. «Ogni anno in estate viviamo nella paura che possa ricapitare. Cerchiamo di proteggere noi e le nostre case come possiamo ma puntualmente il peggio accade. Lavoriamo una vita per perdere tutto in pochi minuti», denuncia chi vive in via Sant’Elena.

Il terzo intervento

A Decimoputzu infine il fuoco partito dalle stoppie dei campi intorno all’ippodromo ha aggredito nel pomeriggio un bosco e minacciato le aziende agricole nella piana di Monte Idda ampliando il raggio di azione a causa del vento. Le squadre del Corpo forestale e della Compagnia barracellare di Uta, supportate anche da alcuni residenti della zona e poi da un elicottero partito da Pula, hanno dovuto faticare ore per riuscire a contrastare il rogo ma alcune lingue di fuoco sono arrivate agli edifici e alle stalle dell’ippodromo ai margini di un fitto bosco di eucalipti. Salvi i cavalli. In tarda serata l’incendio era ancora attivo, le operazioni di bonifica continueranno nella giornata odierna. Nella mattina un altro incendio partito nella zona industriale di Macchiareddu è stato spento dai barracelli di Uta prima che potesse diventare pericoloso.

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