«Trasportare le merci dalla Sardegna costa sempre di più e per molte aziende agricole e agroalimentari è diventato uno dei principali fattori di crisi». 

A lanciare l’allarme è Coldiretti Sardegna, nel corso della tappa conclusiva del primo ciclo di incontri territoriali organizzati in tutta l’Isola per fare il punto sulle criticità ancora aperte del settore primario.

«In cinque anni – sottolinea l’associazione – i rincari hanno raggiunto il 50%, erodendo margini, mettendo sotto pressione i bilanci e ampliando il divario competitivo con il resto d’Italia e d’Europa. Un peso che vale milioni di euro e che rischia di compromettere la tenuta stessa delle imprese isolane».

Al confronto Coldiretti Sardegna hanno partecipato i vertici della federazione regionale con il Consiglio, i presidenti e i direttori delle federazioni provinciali Coldiretti Cagliari, Nuoro, Sassari e Oristano, esponenti delle aziende agricole e agroalimentari e i rappresentanti delle istituzioni con gli assessori all’Agricoltura e ai Trasporti, Francesco Agus e Barbara Manca, oltre a esponenti del Consiglio regionale, ai quali Coldiretti ha rappresentato i nodi complessivi delle criticità emerse nei territori e le proposte avanzate dall’organizzazione.

Il tema centrale dell’incontro è stato, come accennato, quello dei trasporti delle merci, considerato uno dei principali fattori di penalizzazione per le imprese sarde.

Secondo i dati illustrati, «ogni anno i costi di trasporto crescono in media di circa il 10%, con un rincaro complessivo che negli ultimi cinque anni ha raggiunto il 50%, incidendo in maniera significativa sui fatturati delle aziende agricole e agroalimentari isolane e riducendone la competitività sui mercati».

Tra gli elementi che contribuiscono all’aumento dei costi, Coldiretti ha indicato anche l’estensione al trasporto marittimo del Sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS) a partire dal 2024. «Un meccanismo che impone un costo sulle emissioni di CO₂ e che viene trasferito sulle tariffe di trasporto, determinando noli più cari, costi logistici più elevati e un ulteriore svantaggio competitivo per le imprese sarde».

«Non siamo davanti a un problema episodico, ma a una condizione strutturale che penalizza le nostre imprese ogni giorno», sottolinea il presidente Battista Cualbu.

«Alla politica – aggiunge Cualbu – chiediamo di garantire alle aziende sarde le stesse condizioni di competitività rispetto al resto d’Italia e d’Europa, attraverso un trasporto marittimo efficace e strutturale per le merci, inserito in una vera continuità territoriale. Servono posti nave garantiti per il trasporto del bestiame, collegamenti assicurati anche nei periodi estivi e festivi e certezze per la programmazione delle produzioni e delle vendite».

Per il direttore regionale, Luca Saba, «è indispensabile superare una visione dei trasporti limitata alle sole esigenze turistiche e rispondere invece ai bisogni quotidiani di cittadini e imprese. Occorre – prosegue Saba – garantire accessibilità stabile all’Isola, collegamenti interni efficienti e costruire una rete di trasporti integrata, resiliente e continua tutto l’anno, capace di sostenere lo sviluppo economico e rafforzare la coesione sociale. La Sardegna può diventare un hub logistico e commerciale strategico, ma servono scelte politiche chiare».

(Unioneonline/l.f.)

© Riproduzione riservata