L'export italiano ha retto all'impatto dei dazi Usa, facendo registrare lo scorso anno un +3,3%, ma divari consistenti si registrano da regione a regione e da territorio a territorio, con il Sud e le Isole che registrano perdite pesanti: -11%.

Lo segnala l’Istat, evidenziando, tra le regioni del Mezzogiorno, cali più significativi in Basilicata, Sardegna e Sicilia, che nel 2025 hanno visto i loro prodotti subire una perdita di attrattiva sui mercati esteri a doppia cifra. Per la Sardegna, in particolare, il calo dell’export è stato pari a -11,4%.

Per contro, lo scorso anno la regina delle esportazioni è risultata la Toscana (+21,3%), seguita da Friuli-Venezia Giulia (+17,8%), Calabria (+10,8%), Liguria (+10,2%) e Lazio (+9,6%).

Ancora, rileva l’Istituto di statistica, nel 2025 le province che hanno contribuito in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Firenze, Arezzo, Trieste, Varese e Frosinone; quelle che invece hanno fornito i contributi negativi più ampi sono Siracusa, Milano, Cagliari, Ascoli Piceno e Siena.

Quanto all’analisi delle dinamiche alla base dei dati, «l’aumento – sottolinea Istat - delle esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Abruzzo e Campania spiega per 2,6 punti percentuali la crescita dell'export nazionale rispetto al 2024. Un ulteriore contributo positivo di un punto percentuale deriva dalle maggiori esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Toscana. All'opposto, la contrazione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici dalla Toscana e di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna fornisce un contributo negativo di un punto percentuale alla variazione dell'export».

(Unioneonline/l.f.)

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