Dal rito de “La Pricunta” al “Lu Cóiu”, al brindisi finale: torna a Santa Teresa Gallura il matrimonio gallurese
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Il Comune di Santa Teresa Gallura rilancia una delle sue manifestazioni identitarie più sentite e apre ufficialmente il bando 2026 per “Lu Cóiu”, il matrimonio tradizionale gallurese. L’iniziativa si inserisce come da tradizione nel calendario di Primavera in Gallura – Stazzi e Cussogghj e invita le coppie di futuri sposi a celebrare le nozze secondo gli antichi rituali. Il progetto, attivo dal 2010, prevede un coinvolgimento diretto dell’Amministrazione comunale nell’organizzazione dei momenti più caratteristici della cerimonia. Dalla vigilia con la rappresentazione de La Pricunta, ironica e figurativa richiesta della mano della sposa, fino al giorno delle nozze, scandito da cortei in abito tradizionale, canti, balli, riti propiziatori e dal consueto Lu Bringhisi, il brindisi collettivo con prodotti tipici. Il rito religioso si svolgerà secondo i canoni della Chiesa cattolica, arricchito da canti sacri e tradizionali in lingua gallurese, con la benedizione finale delle madri e la rottura beneaugurante del piatto contenente grano, monete e petali di fiori. Restano a carico degli sposi tutti gli aspetti organizzativi non esplicitamente previsti dal bando, dall’abbigliamento al pranzo di nozze. La selezione delle coppie avverrà in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, con priorità ai residenti nel Comune. In assenza di candidature, il bando si apre anche alle coppie che intendano rinnovare le promesse matrimoniali, in particolare per il 50° o il 25° anniversario. Le domande dovranno pervenire entro il 2 marzo prossimo.
