Cambiamento climatico, gran caldo, siccità e incendi, oltre che i soliti parassiti e pesticidi, stanno falcidiando le api in Sardegna. Si contano perdite che si aggirano sugli 80 milioni di insetti solo nell’ultima estate. È il grande affanno dell’apicoltura nell’Isola, settore che conta oltre 200 imprenditori agricoli e che da anni chiede a gran voce di essere riconosciuto comparto strategico: «Proponiamo da tempo che l’apicoltura venga considerata non soltanto un’attività agricola, ma un elemento strategico per l’equilibrio degli ecosistemi, la biodiversità e l’intero sistema produttivo regionale, attraverso il fondamentale servizio di impollinazione svolto dalle api», spiega Davide Brisi di Sennariolo, presidente di ApiPro Sardegna che riunisce la metà degli apicoltori professionisti sardi.

I problemi

Il gran caldo è una vera calamità per le api, la cera dei favi si scioglie, i nidi sono compromessi, intere colonie muoiono. Le Api oltre al miele sono i principali insetti impollinatori, garantendo la riproduzione di circa il 75% delle specie vegetali e contribuendo a buona parte della produzione globale di cibo e alla conservazione degli ecosistemi.

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