Castiadas, il cerbiatto Bambi portato via alla famiglia che l’aveva adottato
L’intervento di Forestas: «Non è un animale da compagnia». L’allevatrice: «Con noi era felice, adesso sta male»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La storia del cerbiatto allevato da una famiglia di Castiadas, e poi prelevato e trasferito nell’area protetta della Foresta Demaniale dei Settefratelli, tra Sinnai e Burcei, copre l’arco di un anno e mezzo. Un lasso di tempo nel quale la vicenda ha rischiato di diventare un caso, tra le ragioni di chi l’aveva salvato da una morte quasi certa e amato come un figlio e quelle dello Stato, che vieta di tenere in custodia animali selvatici fatta eccezione per i casi previsti dalla legge, come il soccorso di animali in difficoltà. Da consegnare immediatamente, però, agli enti competenti. Ed è questo l’errore che Mayla Seu riconosce di aver commesso quando è iniziato tutto, nel maggio 2025.
Il caso
«Quel giorno mio marito era in giro con il bestiame, quando ha trovato il piccolo cervo incastrato tra le maglie di una recinzione. L’ha liberato sperando che raggiungesse la madre, ma dopo diverse ore, visto che rimaneva lì, mi ha chiamato per chiedere cosa potessimo fare», premette la donna che ha cresciuto e curato per un anno il cerbiatto, ribattezzato Bambino («Perché ricordava Bambi», spiega).
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