Agricoltura sarda in affanno: «Rincari di 200 euro per ettaro»
Dalle perdite record nelle reti idriche all’accesso al credito: l’appello delle associazioni di categoriaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si soffre nelle campagne sarde. Quei due punti e mezzo che l’agricoltura porta al Pil dell’Isola è come se avessero più sudore. Coltivare la terra non è stare dietro una scrivania. Il quotidiano è fatto di cambiamenti climatici e battaglie per risorse che non bastano mai. Nemmeno l’accesso al credito è facile.
L’ultima amarezza fa il paio con l’Enas, l’ente regionale dell’acqua che ha aumentato il prezzo a metro cubo da sei a 7,4 centesimi (+23%). Senza dare soluzione al problema annoso. «La rete, datata e inefficiente, registra perdite sino al 40% – dice Luca Saba, direttore di Coldiretti –. È necessario un piano straordinario di modernizzazione». Dalla Cia, il parigrado Alessandro Vacca chiede «l’estensione della distribuzione, per evitare l'abbandono dei territori. E serve un prezzo equo, basato sui consumi effettivi». Giambattista Monne, stesso incarico in Confagricoltura (è stata la sigla a sollevare il caso aumenti), sollecita «l’efficientamento della capacità di accumulo, anche attraverso le interconnessioni tra invasi». Giuseppe Patteri, presidente di Copagri, rimarca che «ogni aumento, in un contesto di rincari diffusi, ha la sua incidenza».
Tra le altre difficoltà, la Pac tra ritardi nei pagamenti, accesso al credito in calo e impatti del cambiamento climatico.
