È il 28 maggio 2017 e, con una vittoria per 2-1 sul Milan (l’unica dal 2000 a oggi contro i rossoneri, in casa e in trasferta) il Cagliari saluta il Sant’Elia. Lo fa davanti a 12.225 spettatori, che assistono a quella che è l’ultima partita dello stadio inaugurato nel 1970, appena dopo lo storico scudetto. Quattro giorni dopo, “The Last Match” è un tributo all’impianto che aveva rimpiazzato l’Amsicora – e ospitato Italia ‘90 – con un’amichevole giocata da tantissimi dei protagonisti dei quasi 50 anni di attività del Sant’Elia. Ma, ancora oggi, il nuovo stadio non c’è ancora.

Le rovine dello stadio Sant'Elia, come si presenta ora (archivio)

Quasi nessuno quella sera può immaginare che, a quasi un decennio di distanza, il Sant’Elia sarebbe stato ancora in piedi. O meglio, ancora presente fisicamente, perché dopo poco meno di 9 anni dall’ultima partita dello stadio che ha visto promozioni, salvezze storiche e la memorabile cavalcata della Coppa Uefa 93-94 rimane ancora buona parte delle tribune. Semidistrutte, ormai, e in molti casi avvolte dalla vegetazione, ma ancora lì a testimoniare una storia che non si è certo cancellata.

L’obiettivo era costruire in tempi brevi il nuovo stadio del Cagliari, con la Sardegna Arena (il primo nome dell’Unipol Domus) definita “provvisoria”. Invece, dal 2017-2018, è diventata la casa fissa del Cagliari e lo sarà ancora per un po’. Almeno finché non si risolverà la diatriba sul nuovo stadio, il cui progetto lo scorso dicembre ha superato i 10 anni dalla prima presentazione. E che oggi sembra essere vicinissimo, ma ancora distante finché non si risolveranno gli ultimi ostacoli (leggasi alla voce “diritto di superficie” e “canone annuo”). Da sistemare tassativamente entro fine luglio, per continuare a promuovere la candidatura di Cagliari come sede degli Europei del 2032 (con l’Uefa che impone di far partire i lavori entro marzo 2027).

L'esultanza di Fabio Pisacane per il gol in Cagliari-Milan del 2017, l'ultimo al Sant'Elia

Intanto, mentre accanto al Sant’Elia i tifosi transitano per andare a vedere le partite del Cagliari alla Domus, c’è chi è riuscito a entrare dentro le rovine dell’ormai ex stadio e vedere in che condizioni è. Video amatoriali e riprese fatte coi droni testimoniano un ovvio stato di abbandono e degrado, con la vegetazione che ne ha avvolto una parte non irrilevante. Con qualche ricordo di un passato glorioso tuttora presente e in bella mostra, fra tabelloni col vecchio logo del Cagliari e altri “cimeli” dimenticati.

La storia del Sant’Elia comincia a metà degli anni Sessanta, l’inaugurazione è del 12 settembre 1970 in una partita di Coppa Italia vinta 4-1 contro la Massese (primo gol, manco a dirlo, di Gigi Riva). Anche se il clou arriva quattro giorni dopo, col 3-0 al Saint-Étienne nello storico esordio del Cagliari scudettato in Coppa dei Campioni. Fra gli anni Settanta e Ottanta arriva a ospitare più volte oltre 60mila spettatori nei due anelli, ma quella capienza ha vita breve.

Il Sant'Elia pieno dopo la ristrutturazione per i Mondiali di Italia '90 (archivio)

La scelta di Cagliari come sede di Italia ‘90 obbliga a lavori di ristrutturazione non certo banali. I rossoblù, nel frattempo scesi in Serie C1, devono tornare nel “vecchio” Amsicora per cominciare a costruire un’altra memorabile pagina di storia: la risalita con la doppia promozione fra il 1988 e il 1990, chiusa proprio al Sant’Elia nel frattempo rinnovato e riaperto con una capienza di poco più di 40mila spettatori. Oltre a un’amichevole fra Italia e Argentina nel 1989, ospita i tre incontri dell’Inghilterra nel girone di Italia ‘90 contro Irlanda, Olanda ed Egitto, con annessi scontri in centro a Cagliari dovuti agli hooligans.

Negli anni Novanta si ricordano le partite di Coppa Uefa, fino alla semifinale contro l’Inter, allenatori di spicco in panchina come Claudio Ranieri, Carlo Mazzone, Bruno Giorgi, Óscar Washington Tabárez e Giovanni Trapattoni, vittorie contro tutte le big (persino un 3-0 alla Juventus, nel 1995). Ma cominciano anche a notarsi i problemi strutturali, di un impianto non più al passo coi tempi. Così, nel 2002, nascono le tribune prefabbricate innalzate sopra la pista d’atletica, utilizzata una manciata di volte in poco più di trent’anni.

Un render del nuovo stadio del Cagliari

Da lì è storia recente. Le numerose difficoltà sullo stato del Sant’Elia portano il Cagliari a “emigrare” per un periodo a Trieste, addirittura una partita a Parma contro la Juventus e sei mesi a Is Arenas, lo stadio di Quartu che – a sua volta – a oggi è ancora inagibile da un decennio e attende la conclusione dei lavori. Il tutto nella lunga, lunghissima attesa del nuovo impianto, che sarà intitolato a Gigi Riva. Ma il condizionale, sulla sua costruzione, continuerà a essere d’obbligo finché non verrà posata la prima pietra.

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