Tragedia al Porto Canale, Monastir sotto choc per “Carletto” Spiga: «Vai al lavoro e non sai se torni»
Il paese ricorda l’uomo solare e appassionato del suo lavoro, la sindaca Ugas: «Più cultura della prevenzione, la tutela della vita sia sempre una priorità»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È morto mentre lavorava, schiacciato da un carico di tubi al Porto Canale di Cagliari.
La tragedia di Carlo Spiga, 61 anni, autotrasportatore residente a Monastir, ha lasciato nello sconforto la sua famiglia e tutta la comunità locale.
In paese, dove era tornato a vivere dopo un periodo trascorso a Firenze, “Carletto” (così era amichevolmente chiamato da amici e conoscenti) è ricordato per il carattere solare, un uomo sempre di buon umore e disponibile.
Autotrasportatore di esperienza, Spiga, che lascia un fratello e una sorella, era appassionato del proprio lavoro e sarebbe andato in pensione a breve. Fuori dal suo impiego coltivava soprattutto la passione per la musica e i concerti.
«Come comunità siamo profondamente colpiti dalla scomparsa del nostro concittadino» le parole della sindaca Paola Ugas: «Questa tragedia ci richiama tutti al dovere di rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro, perché la tutela della vita e della dignità di ogni lavoratore sia sempre una priorità».
I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno scritto all'Autorità portuale della Sardegna e a Confindustria per chiedere un incontro urgente e "la verifica dei sistemi e di tutte le procedure di sicurezza presenti".
