Binaghi: «Presto il grande tennis di nuovo a Cagliari, diventerà un appuntamento fisso»
Bisogna attendere la fine dei lavori di ristrutturazione al club di Monte Urpinu, il presidente della Fitp conta di ripartire già quest’anno con il Sardegna Open(Ansa)
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Il desiderio è un italiano che torni a vincere a Roma 50 anni dopo Adriano Panatta. L’obiettivo è riportare il grande tennis a Cagliari già quest’anno.
Angelo Binaghi parla a margine della presentazione delle regate preliminari dell’America’s Cup in programma a Cagliari a maggio e annuncia che nel 2026 potrebbe tornare il Challenger nel capoluogo sardo: «Se tutto procede come ci auguriamo con i lavori di ristrutturazione del Tennis Club, la settimana prima di Roma, a Cagliari ci sarà il Challenger. Speriamo nelle prossime settimane di poter lanciare la notizia e di riprendere finalmente questa storia del Challenger di Cagliari che è iniziata qualche anno fa e che nella nostra testa deve diventare un appuntamento fisso, ogni anno, del tennis italiano e mondiale».
Nato nel 2020 al Forte Village come Atp 250, il Sardegna Open si è fermato nel 2022 con il ripristino del normale calendario tennistico post Covid ed è tornato nel 2023, come Challenger 175 sui campi di Monte Urpinu. Ora, dopo un anno di stop l’obiettivo è renderlo un appuntamento fisso quando saranno terminati i lavori di ristrutturazione nel tennis club.
Cagliari a parte, da domenica con l’inizio degli Australian Open entra nel vivo la nuova stagione tennistica, che per l’Italia promette benissimo: «Si dice che non c'è due senza tre, è successo in Coppa Davis, ora speriamo che Jannik riconquisti gli Australian Open», è l’auspicio del presidente della Fitp.
Che anno sarà per i colori azzurri? «Il 2026 ci vede, per lo meno dal punto di vista delle classifiche, sia individuali che a squadre, partire più forti che mai. Perché non c'è solo Sinner c'è Musetti numero 5 al mondo, che insomma nessuno ne parla perché oramai quando hai il numero uno, avere anche il numero 5 sembra poco; ma se ce l'avessero detto dieci anni fa saremmo rimasti a bocca aperta. Ci sono Cobolli, Darderi, ci sono le ragazze, la Cocciaretto oggi in finale a Hobart, la Paolini numero 7, ci sono le coppie di doppio che sono ai vertici mondiali. Le incognite sono sempre tante, perché il tennis è uno sport universale ad altissima competizione e hai sempre di fronte tanti avversari che ti vogliono far morire, però noi siamo oramai un sistema solido, avviato, riconosciuto come il migliore al mondo e quindi per quanto ci siano tutte le incognite che ci sono all'inizio di una stagione così intensa e lunga come quella del tennis mondiale, noi siamo forti e partiamo quest'anno più forti che mai. Siamo fiduciosi che sarà un altro anno di grandi successi per il tennis italiano».
(Unioneonline)
