Il Giro della Sardegna si conclude oggi a Olbia e in carovana già si parla delle prossime edizioni.

Le impressioni tra corridori e team sono estremamente positive ma tutti concordano che la corsa per crescere deve disputarsi con continuità. In altre parole, serve innanzitutto che la Regione - che l’ha sostenuta quest’anno con i due milioni di euro stanziati dall’assessorato al Turismo - confermi il proprio impegno. Da Nuoro, la propria città natale, la presidente Alessandra Todde ha partecipato alla cerimonia di presentazione dei team e alla partenza, complimentandosi con il giovane Ignazio Cireddu, il corridore di San Vito che è anche l’unico sardo in gara.

«L’obiettivo sarà dare continuità al Giro con tutte le nostre forze - assicura – perché come ho già detto il ciclismo è uno sport popolare, tutte le persone lo possono vedere, possono sostenere i ciclisti, partecipare. È bene che la Sardegna torni a esserne protagonista».

La diretta tv sta mostrando i territori dell’Isola al grande pubblico: «Mi diceva il presidente della Lega Ciclismo, Roberto Pella, che durante la tappa di ieri 45 milioni di persone hanno visto le cartoline dalla Sardegna: questa è la vera promozione che ci meritiamo». Poi ammette: «Mi sono emozionata vedendo i corridori, vedendo gli arrivi e soprattutto riconoscendo nelle immagini le varie zone della Sardegna. Mio nipote che sta in Uruguay ed è appassionato di ciclismo come tutta la famiglia mi ha scritto per dirmi che aveva visto la Sardegna in tv».

Ignazio Cireddu ha rappresentato l’Isola, anche in diretta tv grazie alla lunga fuga di venerdì: «Penso che sia anche un modo per i nostri giovani ciclisti di poter capre che sono sostenuti. Anche a casa loro. Parlavo con Fabio Aru che è stato un grandissimo ed è tuttora un grandissimo campione e credo che il fatto di essere riconosciuto e apprezzato a casa propria è una bellissima cosa».

© Riproduzione riservata