Doveva essere l’occasione per rilanciarsi in classifica, alla vigilia dello scontro diretto con la Cremonese. Invece il Cagliari – che pure aveva chiuso il primo tempo in vantaggio – ha perso 2-1 contro un Sassuolo già tranquillo e ora la corsa salvezza si è complicata pesantemente. «Non mi sono mai sentito tranquillo, neanche quando avevo 28 punti alla 23ª giornata: ho sempre detto che la salvezza è un obiettivo da raggiungere», prova a spiegare Fabio Pisacane non solo sulla partita di oggi ma sui due momenti di buio. «Bisognava fare una gara diversa, non dico che il pallone doveva scoppiare ma si doveva uscire con un’altra veemenza. Mi dispiace per i tanti tifosi venuti qui».

Il secondo tempo del Cagliari è molto preoccupante, perché la squadra è apparsa scarica mentalmente, fisicamente e tecnicamente. «Se analizziamo la partita vediamo un primo tempo fatto in maniera egregia e un secondo all’opposto», evidenzia Pisacane. «Per una squadra come la nostra, che si deve salvare, è una cosa da ribaltare assolutamente. Sicuramente dobbiamo rimanere lucidi, anche se poi la realtà è ben chiara: bisogna restare compatti, mancano sette partite e il destino è ancora nelle nostre mani».

A Pisacane non va giù come il Cagliari – alla pari di Pisa – sia entrato in campo dopo l’intervallo in maniera molle. «Non bisognava concedere a García di calciare così facilmente», l’analisi del tecnico. «Sul 2-1 la mia impressione era che prima o poi prendessimo gol, ci sono delle responsabilità da parte di tutti. Abbiamo un obiettivo da raggiungere molto più importante di una singola partita, bisogna essere lucidi e compatti ma anche capire che questo trend non va bene».

Sabato prossimo ci sarà lo scontro diretto con la Cremonese dell’ex Giampaolo. La zona retrocessione è sempre più vicina: «Una sana paura va bene, perché significa che hai la percezione del pericolo. Poi dipende da quanta ne hai e se sfocia in qualcosa di diverso, perché se non hai cattiveria diventa dura», conclude Pisacane.

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