È arrivato in extremis a ventiquattro ore dal debutto a Parma, dove è rimasto in panchina, e ora vuole prendersi il Cagliari. Alieu Fadera, ultimo acquisto dei rossoblù, potrà eventualmente esordire domenica alle 20.45 alla Domus contro l’Inter, nella seconda giornata di Serie A. «Nelle occasioni in cui sono venuto qui, la prima cosa che si notava era proprio il pubblico: è sempre stata un’esperienza intensa, non vedo l’ora di vivere il lato positivo di quell’atmosfera», le sue prime sensazioni ricordando i precedenti da avversario.

Nella prima intervista da giocatore del Cagliari, ai canali ufficiali della società, Fadera evidenzia come Fabio Pisacane sia stato un fattore nel suo arrivo. «Quando ho parlato con il mister ho avuto sensazioni molto positive», afferma. «Mi ha spiegato chiaramente cosa si aspettava da me e questo mi ha convinto. Considerando anche la storia del club, non è stata una scelta difficile. Sono felice di averla fatta, perché sento che è quella giusta. Il mister è stato molto chiaro riguardo alle sue aspettative nei miei confronti. So che una delle mie qualità è cercare la profondità alle spalle dei difensori e penso che questo sia uno dei modi in cui posso contribuire alla squadra».

Per Fadera «il Cagliari rappresenta un passo enorme nella mia carriera», specificando inoltre che «giocare per la Nazionale è sempre qualcosa di straordinario». Il gambiano racconta le sue qualità: «So che una delle mie qualità è cercare la profondità alle spalle dei difensori e penso che questo sia uno dei modi in cui posso contribuire alla squadra. Mi considero un giocatore molto diretto. Tra i miei punti di forza ci sono la velocità e la voglia di puntare i difensori. Direi che velocità e aggressività sono due delle mie caratteristiche principali».

In Belgio, con le maglie di Zulte Waregem (soprattutto) e Genk, Fadera si era segnalato anche come un giocatore piuttosto prolifico, con il record di sette gol in campionato nel 2022-2023. In Italia, invece, appena una rete al Como nel 2024-2025 e due al Sassuolo la scorsa stagione. «Gol o assist? L’importante è che vinca la squadra», fa notare. «Segnare è una sensazione fantastica, ma penso che fare un assist sia altrettanto importante quanto segnare un gol, perché metti un tuo compagno nelle condizioni di segnare. Alla fine, la cosa più importante è che la squadra vinca. Mi piace giocare sulla sinistra, ma penso che un giocatore offensivo debba crescere per riuscire a giocare ovunque l’allenatore abbia bisogno di lui. Cerco di essere versatile, di giocare a destra, a sinistra, ovunque l’allenatore voglia farmi giocare».

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