Un trionfo, senza discussioni, quello del Cagliari di Fabio Pisacane contro il Verona. E, come dopo la Juventus, il tecnico ha esultato uscendo dal campo a fine partita urlando coi tifosi presenti in tribuna. «La squadra sta andando forte, non io», la gioia nel dopogara dell’allenatore, che mercoledì ha compiuto 40 anni. «Non lo dico per tenere l’aspetto da finto buono, ma perché ci credo veramente: bisogna continuare a martellare, la Serie A è infida».

Pisacane ha ottenuto la terza vittoria consecutiva, dopo quelle su Juventus e Fiorentina. «Ora lo posso dire: questa partita la temevo, il Verona aveva fatto bene in trasferta e sapevamo le insidie. Faccio i complimenti ai ragazzi: stasera abbiamo fatto una partita semplice, con ordine, e abbiamo saputo leggere i momenti». E rivela la promessa fatta con Esposito: «Con lui c’è grandissimo feeling, è un ragazzo che dà tutto. Avevo detto prima di Firenze che ogni punto era un giorno libero, sicuramente manterrò la parola appena ci sarà la possibilità».

Per il Cagliari +11 sulla zona retrocessione. «Ma conosco tutte le insidie di queste partite: le ultime due vittorie ci avevano dato una prospettiva diversa di classifica, ma ho detto ai ragazzi che siamo solo cresciuti nella sofferenza e nella lotta», evidenzia Pisacane. «Io mi calo nella realtà dove sono. Ogni maglia ha uno stemma e una storia, capire quello che chiede il club è una caratteristica fondamentale per identificarti».

Quella di stasera è una grande vittoria per il Cagliari. Ma Pisacane va ben oltre: «Dal primo giorno avevo promesso a questa terra che poteva mancare tutto ma non sarebbe mai mancato l’atteggiamento. Ed è questa la cosa che mi soddisfa di più. So, ai nastri di partenza, quanta diffidenza c’era nei miei confronti perché arrivavo dalla Primavera. Ecco: io cerco di non deludere sull’atteggiamento, perché alla lunga i risultati arrivano».

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