Era una «finalissima», parola di Fabio Pisacane, e il Cagliari l’ha vinta: l’1-0 alla Cremonese permette di dare una spallata alla classifica e non vedere più la zona retrocessione pericolosamente vicina. «A fine partita ho scaricato la tensione esultando, come già successo contro la Roma: è normale che succeda», il suo messaggio sui festeggiamenti al triplice fischio. «Siamo contenti di esserci sbloccati, ma questa vittoria porta tre punti e non la salvezza. Abbiamo fatto di tutto per non prendere gol e saputo soffrire, siamo riusciti a bilanciare le nostre energie nel piano gara».

Pisacane l’ha vinta anche coi cambi: Mendy e Zé Pedro, in campo dal 61’, appena entrati hanno subito partecipato all’azione del gol di Esposito. «Zé Pedro è in ottima forma e sapevo che avremmo potuto vincerla in corsa», il piano di Pisacane spiegato nel dopogara. «Ha pagato, poi per me non è facile perché sono un esordiente e tutto quello che faccio ha un peso diverso se non vinco. I primi minuti li ho visti con grandissima serenità: ci sta, in certe gare, essere demoralizzato».

Pochi minuti prima che Pisacane si presentasse in sala stampa, Giulini ha detto di non aver mai pensato di esonerare l’allenatore. «Ma ogni partita mi sento in discussione. So che rappresento una società storica, ma quando uno ha la coscienza a posto accetta tutto più serenamente», spiega il tecnico. Che poi si sposta su Esposito, autore del gol partita: «So quanto ha sofferto, è un giocatore che deve migliorare in certe situazioni e capire come gestirle meglio. Ma è giovane e va supportato».

All’intervallo, in tanti all’Unipol Domus hanno fischiato per il Cagliari. «Mi soffermerei però più sugli applausi a fine partita, i fischi li accettiamo», taglia corto Pisacane. «I tifosi ci hanno dimostrato che, se facciamo tempi come il secondo, nessuno ci fischia». La corsa salvezza non è però conclusa: «Mancano altre sei finali, qualcuna alla portata e altre dove dobbiamo raschiare il barile. Dobbiamo mantenere lo stato d’animo di fine gara, oggi abbiamo messo più rabbia e orgoglio centrando i tre punti».

Il Cagliari ha superato una settimana di ritiro e di forti discussioni, con la zona retrocessione che si avvicinava in maniera pericolosa. «Sicuramente l’aspetto mentale incide, soprattutto in una squadra piena di ragazzi», il pensiero di Pisacane. Oggi, però, un giocatore di esperienza è rientrato: Andrea Belotti, che non giocava dall’infortunio con l’Inter del 27 settembre. «Doveva essere la punta di diamante del nostro attacco, oggi abbiamo riabbracciato prima un uomo e poi un calciatore che non ha bisogno di presentazioni».

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