Tre giovani grifoni, da poco involati, sono stati soccorsi nelle ultime settimane in diverse località della Sardegna nord-occidentale. Dopo il trasferimento al Centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai, le loro condizioni stanno progressivamente migliorando e, se le terapie daranno i risultati sperati, gli animali potranno tornare in libertà.

I primi due interventi sono stati effettuati nel Bosano dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Uno degli esemplari era stato individuato nella zona di Capo Marrargiu ed è stato recuperato con un’operazione condotta via mare. Il secondo è stato invece trovato nei pressi della diga di Bosa.

Entrambi erano fortemente debilitati e disidratati. Dopo il recupero sono stati trasportati nella struttura di Bonassai, gestita dall’Agenzia Forestas, dove veterinari e tecnici li hanno sottoposti alle necessarie terapie di sostegno. Le cure stanno producendo risultati positivi e le condizioni dei due giovani rapaci vengono definite in netto miglioramento.

Sta recuperando anche il terzo grifone, soccorso a Capo Caccia dopo essere caduto in mare. Il Corpo forestale è intervenuto per mettere in salvo l’animale e trasferirlo a Bonassai, dove è stato immediatamente preso in carico dal personale specializzato e sottoposto alle cure necessarie.

Gli episodi confermano l’importanza della tempestività lungo tutta la catena del soccorso, soprattutto nel periodo successivo all’involo. Nei giovani esemplari inesperienza e disorientamento possono infatti provocare incidenti e situazioni di difficoltà. Fondamentali sono le segnalazioni dei cittadini, seguite dall’intervento del Corpo forestale e dalla successiva assistenza veterinaria.

I recuperi sono avvenuti nell’area che rappresenta la principale roccaforte della specie nell’Isola. Secondo il censimento del 2025, in Sardegna vivono tra 516 e 566 grifoni, con un aumento superiore al 21 per cento rispetto all’anno precedente. Nella zona nord-occidentale sono state individuate 120 coppie territoriali: 104 nel Bosano e 16 nell’Algherese. Rispetto al 2024 sono cresciuti anche il numero delle deposizioni e quello dei giovani involati.

La tutela della specie rientra nelle attività del progetto europeo Life Safe for Vultures, coordinato dal Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari con la partecipazione di Forestas, Corpo forestale, E-Distribuzione e Vulture Conservation Foundation. Il programma punta a consolidare la popolazione del nord-ovest e a favorire il ritorno stabile del grifone anche nelle altre aree della Sardegna.

Un risultato significativo riguarda il sud-est dell’Isola, dove la voliera di ambientamento e il punto di alimentazione di Cea Romana, nel territorio di Villasalto, stanno contribuendo alla formazione di un nuovo nucleo della specie. Nel censimento del 2025 sono stati individuati complessivamente 25 grifoni nel sud-est della Sardegna, a conferma del progressivo radicamento del rapace anche nel Sarrabus-Gerrei. 

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