Stefano Fresi è cittadino onorario di Luogosanto. L’attore, romano di nascita ma profondamente legato alle sue origini galluresi, ha ricevuto il riconoscimento durante un Consiglio comunale riunito in seduta speciale. Poche ore dopo la celebrazione si è spostata in Piazza Incoronazione, dove “Luogosanto in festa” ha riunito le comunità della Gallura in un grande varietà tra talk, musica, danza, costumi e folclore. 

«Sono ufficialmente cittadino di Luogosanto e questa consapevolezza mi emoziona molto – ha dichiarato Fresi -. Non è più un'idea, un racconto, è la realtà. Luogosanto per me è sempre stato ‘casa’, quel posto dove vuoi tornare quando sei altrove. È l'Itaca di Ulisse, il luogo dove sai che trovi il calore d'inverno, il fresco d'estate, il cibo preferito, il clima ideale, le persone migliori che vuoi avere intorno a te le trovi lì a casa. E a me è sempre successo qui a Luogosanto».

Il padre era originario di Luogosanto, qui vivevano i nonni e qui l’attore ha trascorso lunghi periodi della propria infanzia. Un rapporto mai interrotto anche dopo i tanti riconoscimenti conquistati nel cinema: «Ho visto la gioia enorme che mi ha sempre dato questo luogo. Ho messo al mondo un figlio e ho detto: perché non fare in modo che mio figlio abbia la stessa gioia che ho avuto io? Con mio cugino abbiamo pensato alla terra di nonno, abbandonata, e abbiamo deciso di lavorarla. Lui è un agronomo specializzato e quindi abbiamo rimesso in piedi la vigna di nonno. Stamattina ho fatto gli innesti e in primavera vedremo germogliare la parte nuova della vigna. Siamo partiti con un'avventura che è un atto d'amore per raccontare un luogo. Facciamo un vino che è tipicamente gallurese: era il vino di nonno. Questa nuova avventura mi porterà a venire in Sardegna molto più spesso perché tra controllo del trattore che non funziona, fare gli innesti e comprare le barbatelle, verrò almeno venti volte l’anno. E ora, quando verrò, lo farò da cittadino di Luogosanto». E ha salutato i presenti parlando in perfetto gallurese, lingua che studia da anni e che parla abitualmente quando torna in Sardegna.

«Stefano, da queste porte, non entra come uno sconosciuto. Stefano ritorna a casa – ha detto il sindaco Agostino Pirredda –. Oggi non gli abbiamo attribuito un’appartenenza che prima non esisteva. Abbiamo semplicemente riconosciuto formalmente un sentimento che Stefano ha sempre provato e che anche Luogosanto sentiva già da tempo. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzi e le nostre famiglie sono sempre state legate, ma oggi gli parlo come sindaco della comunità che ho l’onore di rappresentare. Lo ringraziamo per aver custodito le sue radici, per averle raccontate con orgoglio e per non aver mai smesso di considerare Luogosanto parte della sua storia e della sua vita. Oggi gli consegniamo formalmente la nostra cittadinanza, ma per noi luogosantese lo era già».

La cittadinanza onoraria arriva nei giorni della Festa Manna di Gaddura, quando Luogosanto si prepara ad accogliere la Gallura, i pellegrini e i visitatori e, quest’anno, a vivere l’apertura settennale della Porta Santa. «Trovo bello pensare che proprio in questo contesto – ha commentato Agostino Pirredda - Luogosanto abbia aperto anche le proprie porte istituzionali per accogliere un nuovo cittadino onorario».

(Unioneonline/D)

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