Salvini in prima fila al concerto per De André, la nipote Alice: «Contestato? Mio nonno avrebbe chiesto che c...o ci faceva lì»
Una ragazza protesta per la presenza del vicepremier all’Agnata e viene a sua volta criticata. La figlia di Cristiano: «Invece una delle cose più coerenti che è successa durante tutta la serata»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«La riflessione del giorno oggi nasce da una cosa che trovo quasi comica. Ieri all'Agnata in Sardegna, a casa di mio nonno, come ogni anno si è tenuto il concerto in suo onore del Jazz Festival, con la piccola differenza che quest'anno in prima fila c'era Matteo Salvini».
Comincia così il video di Alice De André, nipote del cantautore genovese: «Questa frase potrebbe già tranquillamente finire qui, perché io non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il la la la? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione». «Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo», continua.
«Ma il capolavoro arriva dopo – prosegue - Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto. E scoppia la polemica. Per la ragazza. Non per Salvini in prima fila a un concerto di De André. Per la ragazza che lo contestava». «A questo punto mi viene il dubbio che De André sia diventato una specie di santino nazionale. Quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti. Purché nessuno si azzardi a ricordare che cosa diceva realmente. Perché sì che quello poi diventa maleducato. Divisivo. Fuori luogo».
«Una ragazza che contesta un politico ad un concerto di De André non è fuori luogo, è forse una delle cose più coerenti che è successa durante tutta la serata», sostiene.
«Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni. Fermava la musica, parlava, discuteva». E proprio per questo, secondo la nipote, anche Salvini avrebbe potuto reagire diversamente: «Quindi se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere. Non indignarsi per essere stato contestato. Non farsi proteggere dal silenzio educato di un pubblico. Venuto a celebrare uno che di silenzio educato se ne faceva molto poco».
«Volete Fabrizio De André? – chiede – Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendetevi anche quello che pensava. Quello che contestava. E soprattutto prendetevi il fatto che mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto e probabilmente avrebbe chiesto a Salvini che ca...o ci faceva lì». E chiude citando un verso de “La Domenica delle Salme”: «Il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni. Auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani. E le mani sui co….ni».
(Unioneonline/D)
