Quando il bisso incontra la musica: a Oristano una serata tra leggenda e tradizione
Sarà divisa in due tempi e la seconda parte riserva qualcosa di davvero straordinarioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
C’è un legame profondo che unisce le storie antiche alla musica popolare, e c’è un filato ancora più prezioso, quasi introvabile, che emerge dal mare e racconta millenni di civiltà mediterranea. Entrambi si intrecceranno questa sera nella sede de La Volantina ASD in via Canalis a Oristano, per una serata che promette di essere un’esperienza rara e suggestiva.
Protagonista della serata sarà Ignazio Peddis Sanna, nato a Sant’Antioco, con il suo libro-spettacolo “Bissonanze”, del quale è in uscita la nuova edizione. L’autore non si limiterà a presentare il volume ma lo interpreterà, dando voce e musica ai brani che ha composto, accompagnandosi alla chitarra. «Il mio lavoro nasce da una doppia passione» spiega l’autore, «quella per la ricerca d’archivio e quella per il racconto orale, un prezioso bacino di suggestioni». Peddis Sanna, infatti, raccoglie leggende della tradizione popolare e le rielabora, conservandone il cuore ma restituendole in una forma nuova, arricchita dalle melodie che compone come accompagnamento naturale alle parole.
La serata sarà divisa in due tempi e la seconda parte riserva qualcosa di davvero straordinario. Salirà infatti in scena Chiara Vigo, l’ultimo Maestro di bisso del Mediterraneo, che tesserà dal vivo accompagnata da giuramenti e preghiere antiche. «Un’occasione preziosa», sottolinea Peddis Sanna, «per assistere a una tecnica di lavorazione tessile molto antica e ricca di fascinazione». Già praticata da cretesi, fenici ed egizi, infatti, il bisso, spesso definito “seta del mare”, si ricava dalla pinna nobilis, un mollusco marino bivalve, purtroppo in via di estinzione. I suoi arazzi e tappeti riprendono i temi visivi della tradizione antica: leoni, uccelli, pavoni, ai quali il mare restituisce una caratteristica sfumatura ambrata. Il pubblico avrà così l’occasione di conoscere un patrimonio culturale che appartiene all’intera civiltà mediterranea. Un incontro tra musica e tessitura, tra parola e gesto antico, che promette di lasciare il segno.
