Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere intere generazioni. Le loro storie sono raccontate da  Luca Argentero con il suo spettacolo “È questa la vita che sognavo da bambino?”, scritto a sei mani dall’attore insieme a Gianni Corsi ed Edoardo Leo, che ne cura anche la regia, e con le musiche di Davide Cavuti. Il tour farà tappa al Teatro Doglio di Cagliari il 20 ottobre e al Teatro Verdi di Sassari il 21 ottobre, nell'ambito della settima edizione del festival letterario Fino a Leggermi Matto, organizzato dalla cooperativa Le Ragazze Terribili.

Tre grandi personaggi dalle vite straordinarie che hanno inciso profondamente nella società e nella storia italiana, con un racconto che va oltre le loro imprese per disegnarne il lato umano e sociale, con un focus speciale sui tempi in cui hanno vissuto. Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorge per caso che arrivare ultimo, in un' Italia devastata come quella del ‘46, fa simpatia alla gente: riceve salami, formaggi e olio come regali di solidarietà.

Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scopre a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso.

Alberto Tomba, il campione olimpico che ferma il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista arriva a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana forse illusoria ma sicuramente spensierata degli anni ‘80.
Lo spettacolo è prodotto da Stefano Francioni Produzioni e organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci.

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